Gragnano. Il Comune dovrà pagare 135mila euro per lo scalo FS mai realizzato

Gragnano. Il Comune dovrà pagare 135mila euro per lo scalo FS mai realizzato

Gragnano. Il Comune dovrà pagare 135mila euro per lo scalo FS mai realizzato

Doveva essere l’opera fiore all’occhiello della Gragnano del futuro. E invece diventerà solo un danno economico per il Comune. L’ente di via Veneto perde, anche se questa volta in parte, la battaglia giudiziaria per la questione del project financing  nell’ex scalo merci della Fs. Lì dove doveva essere realizzata una villa comunale, un teatro, un ponte che collegava l’attuale scalo ferroviario dismesso a via Vittorio Veneto. Un progetto che avrebbe cambiato il volto alla città, offrendo una valvola di sfogo ai cittadini e un luogo dove poter valorizzare i prodotti locali. Un’opera mai realizzata, nonostante il Comune avesse affidato a una società (la Edil Gue.So) la realizzazione, in cambio di box e posti auto interrati. Alla fine non è stato realizzato ne l’uno ne l’altro. La ditta ha poi chiesto i danni attraverso un ricorso al Tar. E recentemente il Comune ha anche perso l’appello al Consiglio di Stato, che fondamentalmente ha confermato il risarcimento di 135mila euro alla Edil Gue.So, società della moglie dell’ex assessore Michele Bernardo. Il progetto risale alla giunta Serrapica, poi portato avanti dalla Patriarca e bloccato. Paolo Cimmino e la sua squadra avevano provato anche a rimodulare l’opera, che in ogni caso potrebbe sempre essere attuale.  Rispetto al progetto originario, che prevedeva due piani interrati per box auto, ne sarebbe stato realizzato uno solo, e destinato a parcheggio a rotazione, per 197 posti auto. Si tratta di uno spazio di 6.500 metri quadri di un’area verde nel cuore della città, che doveva offrire anch degli spazi a servizio della vocazione turistica di Gragnano. All’interno dell’ex scalo merci erano previsti anche 18 moduli espositivi, disposti su 630 metri quadri, con l’obiettivo di ospitare mercatini rionali, eventi enogastronomici e tutto quello che si riuscirà ad organizzare per la promozione dei prodotti colali. Altra modifica riguardava l’anfiteatro all’aperto, che sarebbe diventato, invece di un emiciclo, un’arena divisibile in due moduli utilizzabili separatamente o come spazio unico, con una copertura leggera. Tutto sfumato. Con il Comune costretto a pagare i danni per le lungaggini burocratiche.


ULTIME NEWS