Gragnano-Pimonte. Violenza sulla 15enne, si prega per la vittima e per il branco

Gragnano-Pimonte. Violenza sulla 15enne, si prega per la vittima e per il branco

Violenza sulla 15enne, si prega per la vittima e per il branco

Restano tutti in attesa di una decisione del gip dopo i primi interrogatori. A scaglioni il giu-dice delle indagini preliminari sta ascoltando le versioni degli 11 indagati destinatari della misura cautelare del collocamento in comunità, sparpagliati tra case famiglia delle province di Napoli e di Caserta. L’unica decisione al momento riguarda un parente di un boss, 16enne, la cui posizione è risultata marginale. Entro lunedì prossimo il gip Avallone del Tribunale dei Minori si pronuncerà anche su tutti gli altri. Una storia che il piccolo paesino di Pimonte non riesce proprio a dimenticare. Seimila anime scosse da questa tristissima vicenda. Un ruolo importante lo sta giocando la chiesa, attraverso i parroci della cittadina dei Lattari, chiamando a raccolta i fedeli. E’ stato don Gennaro Giordano a condannare il gesto, ma allo stesso tempo ha accolto le famiglie dei ragazzi considerati responsabili della violenza sessuale. Lunedì sarà invece un giorno di preghiera. I parroci hanno infatti invitato i fedeli con un annuncio sui social network: «Le nostre comunità parrocchiali di Pimonte si ritroveranno lunedì primo agosto dalle 20 alle 21 nella Parrocchia di San Michele per pre-gare per chi soffre per il male fatto e ricevuto», un chiaro riferimento alla vicenda che vede coinvolta la 15enne vittima degli stupri e i 12 presunti violentatori. Così il paese si raccoglie in preghiera, ancora sconvolto per quanto è successo. Social che diventano un messo per coinvolgere la comunità parrocchiale, ma anche un modo per solidarizzare con quello che la Procura dei Minori ha ricostruito essere un branco, che con minacce e sotterfugi ha fatto vivere settimane di terrore alla 15enne di Pimonte. Su Facebook tanti giovani mostrano ancora la loro solidarietà ai ragazzi destinatari di misure cautelari, come se qualcuno già avesse deciso l’innocenza del branco. Un processo che rischia addirittura di celebrarsi sui social. Questo è il rischio più forte.


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