Torre del Greco. Deiulemar, finita l’attesa: arrivano i primi assegni

Torre del Greco. Deiulemar, finita l’attesa: arrivano i primi assegni

Deiulemar, finita l’attesa: arrivano i primi assegni

Finite le vacanze estive, finisce l’attesa infinita per i creditori della Deiulemar compagnia di navigazione. A nove mesi delle prime promesse e rassicurazioni della curatela fallimentare – duramente contestata da una larga fetta dei 13.000 obbligazionisti dell’ex colosso economico di via Tironi – il riparto parziale dell’1% garantito agli obbligazionisti dell’ex banca privata di Torre del Greco dovrebbe final-mente arrivare all’ombra del Vesuvio. A rassicurare i risparmiatori – evidentemente scottati dai precedenti rinvii decisi dalla triade composta da Giorgio Costantino, Vincenzo Masciello e Antonella De Luca – sono stati i rap-presentanti del comitato dei creditori, attraverso un’apposita nota ufficiale: «Con riferimento al pagamento del piano di riparto parziale – si legge nel comunicato firmato dal presidente Vittorio Porzio – si comunica che la curatela fallimentare darà inizio all’invio degli gli assegni circolari non trasferibili a mezzo posta raccomandata A/R nei primi giorni di settembre». Ovvero, già a partire dalla prossima settimana ci potrebbero essere novità per le vittime del grande crac all’ombra del Vesuvio, in attesa del riparto-elemosina da Natale del 2015. I tempi tecnici per la spedizione e la successiva ricezione delle raccomandate da parte dei creditori si dovrebbero verosimilmente aggirare in 5 giorni lavorativi: «Si ricorda che i plichi conterranno l’assegno e la dichiarazione per la comunicazione dell’IBAN – conclude la nota – da utilizzare per i prossimi futuri, sperati, riparti». Parole in grado di cancellare i timori serpeggiati durante tutto il mese di agosto tra le vittime della “Parmalat del Mare”, ma non di abbassare la tensione all’ombra del Vesuvio. Tensione legata, in particolare, alle strategie difensive messe in campo dai legali degli armatori-vampiri in vista del processo d’Appello agli imputati condannati in primo grado a 86 anni e mezzo di reclusione. Il primo round dell’autunno caldo sul fronte della Deiulemar compagnia di navigazione, infatti, sarà già decisivo per stabilire se il processo di primo grado si deve rifare e per l’ammissione (e conseguente risarcimento) delle parti civili.


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