Torre del Greco. Doveva essere in ufficio, invece era al mare: scoperta

Torre del Greco. Doveva essere in ufficio, invece era al mare: scoperta

Torre del Greco. Doveva essere in ufficio, invece era al mare: scoperta

Torre del Greco. Anziché occupare il suo posto all’interno della cancelleria penale del tribunale di Lucca sarebbe rimasta comodamente a casa oppure a prendere la tintarella sulle spiagge di Viareggio. Eppure, il suo cartellino risultava “regolarmente” timbrato. Un’anomalia finita sotto i riflettori della magistratura e costata all’ausiliario giudiziario con la richiesta di rinvio a giudizio: Antonietta Borriello – cinquantenne di Torre del Greco, sbarcata a Viareggio per lavoro – dovrà rispondere  davanti al gup Giuseppe Pezzuti delle accuse di truffa ai danni dello Stato e peculato.  L’udienza è in programma a metà settembre, quando i legali della donna – il professore Enrico Marzaduri e l’avvocato Mario Barsanti – proveranno a smontare il castello accusatorio costruito dalla stessa procura di Lucca. Secondo il pubblico ministero titolare dell’inchiesta, Antonietta Borriello – agendo in violazione dei doveri inerenti a un pubblico servizio e in ogni caso con abuso di relazioni d’ufficio – avrebbe fatto utilizzare per 35 giornate lavorative il proprio badge a persone al momento non identificate, chiamate a segnare al suo posto in modo falso l’ora di uscita. L’ausiliario giudiziario, secondo la ricostruzione degli investigatori, in realtà si trovava a Viareggio oppure al mare. In sostanza, formalmente risultava che Antonietta Borriello era in servizio mentre in realtà non c’era e conseguiva in così un ingiusto profitto economico causando un danno all’amministrazione pubblica. Nel mirino degli inquirenti, inoltre, ci sono due colleghi della donna a cui sarebbe stato affidato il compito di “marcare” l’ora di uscita. I fatti contestati sarebbero avvenuti tra il giugno del 2015 e 28 settembre del 2015, quando la donna avrebbe ceduto il badge ai due colleghi pronti a timbrare al posto suo. Qualcuno  si sarebbe accorto dell’andazzo, denunciando l’accaduto alla procura. Il cellulare della donna sarebbe stato rintracciato nelle ore di lavoro non nella zona del tribunale di Lucca, bensì a Viareggio. Ascoltata durante le indagini, Antonietta Borriello si è sempre detta estranea alle accuse e pronta a chiarire i fatti contestati dal pubblico ministero. Nel frattempo, tuttavia, proseguono le indagini affidata alla polizia giudiziaria a carico delle due persone che avrebbero aiutato la donna a fingere di essere al lavoro.


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