Torre Annunziata. Ragioniere in fuga per la truffa dei posti di lavoro: sta benea

Torre Annunziata. Ragioniere in fuga per la truffa dei posti di lavoro: sta benea

Torre Annunziata. Ragioniere in fuga per la truffa dei posti di lavoro: sta benea

E’ vivo. Si sarebbe allontana-to spontaneamente da Torre Annunziata e si sarebbe trasferito in un’altra regione. A un mese dalla misteriosa scomparsa, spunta una pista per risalire a Luigi Cirillo, il ragioniere dei pescatori iscritto nel registro degli indagati della Procura di Torre Annunziata per una presunta compravendita di posti di lavoro nello stabilimento farmaceutico della Novartis. Un caso finito sotto i riflettori del pubblico ministero Emilio Prisco dopo l’attività investigativa dei carabinieri della stazione di Torre Annunziata – agli ordini del maresciallo Egidio Valcaccia – pronti a loro volta a fare luce sulla denuncia presentata dai vertici del colosso farmaceutico all’indomani delle segnalazioni di otto disoccupati.  Secondo la ricostruzione degli investigatori, a marzo l’uomo – presumibilmente in crisi economica – avrebbe messo in piedi una vera e propria truffa ai danni di ignare vittime pronte a tutto per un posto di lavoro. Il ragioniere dei pescatori – particolarmente noto a Torre Annunziata per la sua attività all’interno del Caf – ascoltate alcune voci circolare in città sulla capacità di alcuni sindacalisti di fare assumere personale all’interno del colosso farmaceutico di via Provinciale Schiti avrebbe cominciato a millantare la stessa possibilità. Chi aveva bisogno di un posto di lavoro si poteva rivolgere a lui, la rassicurazione di Luigi Cirillo. Una rassicurazione a cui avevano dato ascolto almeno 8 disoccupati, secondo quanto successivamente denunciato dalla Novartis. Dopo alcune settimane trascorse in attesa della “chiamata” in servizio, alcuni giovani di Torre Annunziata avrebbero contattato il ragioniere per ottenere ulteriori informazioni: Luigi Cirillo avrebbe incontrato gli aspiranti lavoratori, spiegando loro l’intero iter procedurale per essere ammessi. Per avere un contratto avrebbero dovuto versare una quota di sedicimila euro, di cui diecimila prima del contratto a tempo determinato e il resto della somma pattuita dopo la conversione del contratto a tempo indeterminato. L’offerta è sembrata subito buona, tanto che in diversi sono caduti nella trappola. Otto i giovani che avrebbero versato la somma, a cui Luigi Cirillo avrebbe spiegato che si sarebbe fatto vivo al momento della conclusione delle procedure. E il giorno era stato anche comunicato tramite posta elettronica. Il ragioniere dei pescatori avrebbe così incassato una somma complessiva di 80mila euro in pochi giorni prima di sparire nel nulla.Ora il colpo di scena. La pista investigativa che si fa avanti è quella di un allontanamento spontaneo dopo le pressioni e le intimidazioni ricevute dai suoi clienti. Nei giorni scorsi, infatti, Luigi Cirillo è stato fermato dalla polizia in una regione diversa dalla Campania e avrebbe dichiarato di essersi recato in quella città autonomamente. Gli investigatori non si sbottonano, in attesa degli ulteriori sviluppi delle indagini. Non si esclude che l’uomo possa avere agito insieme a un complice, con cui avrebbe messo in piedi l’intero piano. Insomma, l’alone di mistero si comincia lentamente a diradare, in attesa della conclusione delle indagini.


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