Drink a 1 euro e droga, così i baretti di Chiaia diventano una casbah

Drink a 1 euro e droga, così i baretti di Chiaia diventano una casbah

Drink a 1 euro e droga, così i baretti di Chiaia diventano una casbah

Non è la prima volta che un episodio del genere accade. E quando il palcoscenico è di quelli ‘prestigiosi’, il dedalo di vicoli che si intersecano a pochi metri di distanza dalla Riviera di Chiaia e dalla meravigliosa Via Caracciolo, la performance di questi pessimi protagonisti della vita sociale cittadina è destinata a suscitare maggior scalpore. L’ennesima violenza perpetrata a causa dei soliti futili motivi, ai danni di un 21enne che si è ritrovato la gamba sinistra perforata da una pallottola calibro 38, non può non interrogare sul perché anche in quello che viene considerato uno dei salotti buoni della città bisogna confrontarsi con la movida violenta. Episodi del genere, considerati quasi normali quando accadono in altre piazze, soprattutto del centro storico, qui assumono una valenza diversa. Febbraio 2012, due uomini vengono sorpresi dal gestore di un locale a sniffare cocaina nel bagno e all’invito a lasciare il luogo rispondono colpendo il malcapitato, estraendo la pistola e puntandola all’indirizzo delle persone presenti. Due i colpi sparati in aria e uno sgabello spaccato in testa a un cliente reo di aver provato a sedare la rissa. Dicembre 2015: ancora futili motivi, questa volta legati alla fede calcistica, sono alla base di una rissa. Anche in quella circostanza si è parlato di colpi esplosi in aria, notizia poi smentita. Eppure immergersi durante le ore diurne in quest’oasi di pace, elegante e ricca di vetrine lussuriose è l’attività preferita da famiglie, turisti e da quelli che amano lo shopping. Di sera la scena cambia e al pubblico compassato e in cerca di relax si sostituisce quello più giovane e frizzante che si da appuntamento per condividere attimi e momenti di vita quotidiana davanti a un drink o a una birra. Sono proprio queste le ore in cui qualcosa può andare storto, soprattutto nei fine settimana. Come è successo l’altra notte. Uno sguardo, una parola fuori posto. Basta poco per trovarsi nei guai. Il giorno dopo, coloro che con la movida si confrontano quotidianamente perché ci lavorano, trattengono la rabbia a stento. Il rischio è quello di demonizzare abitudini che in sé non nascondono niente di male. Ma che qualcosa non va lo si percepisce. Così come sembra chiaro quale sia il problema. Talmente chiaro che quelli che parlano, per la maggior parte gli ‘storici’, non vogliono apparire per evitare facili strumentalizzazioni. «Rispetto a qualche anno fa c’è stata un’esplosione di locali». Troppi per la conformazione territoriale del luogo. «Molti di questi episodi si verificano in Vico Ferrigni, Vico Belledonne a Chiaia e Via Bisignano. Lì un cicchetto lo trovi anche a 1 euro». Ecco che si manifesta una movida che si rivolta contro l’altra movida. «Quella che preferisce la quantità alla qualità rinunciando a qualsiasi filtro e offrendo il fianco agli aficionados del‘ferro’ e dei cazzotti. Chi ce lo dice che la schifezza che si vende spacciandola per alcool non sia causa essa stessa di queste reazioni spropositate?». Sicurezza? «Le volanti della polizia ci sono, ma spesso non riescono ad intervenire»


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