Bomba ecologica nei giardini di Capodimonte

Bomba ecologica nei giardini di Capodimonte

Bomba ecologica nei giardini di Capodimonte

Vecchi abiti, avanzi di cibo, copertoni di auto, pannelli di amianto e tante erbacce, oltre agli immancabili topi che arrivano finanche nelle abitazioni private arrampicandosi sui fili per stendere i panni. Eccolo lo scempio dei giardini ai lati delle scale della Principessa Jolanda. Capodimonte, a due passi da Bosco e Museo, che ogni giorno accolgono visitatori da tutto il mondo. Ma per arrivarci spesso e volentieri la gran parte dei turisti si inerpica lungo quelle che – da queste parti – chiamano le 100 scale (per il numero dei gradini). Scale che collegano la zona del Tondo di Capodimonte al cosiddetto Regresso, all’incrocio tra via Miano e via Ponti Rossi. Due zone collegate dalle scale intitolate alla Principessa Jolanda, che sono la cartolina del degrado. «Da anni si è accumulato un “oceano” di immondizia di ogni genere – tuona Alfredo Di Domenico, cittadino sempre puntuale con le sue denunce, che anche stavolta ha documentato con un ampio dossier fotografico lo scempio dei giardini di Capodimonte – e la cosa peggiore è che oltre agli utenti dei mezzi pubblici che sono in attesa alla fermata a ridosso di questo scenario indecoroso, di là passano ogni giorno centinaia di turisti diretti al Museo e al Bosco». Sulla vicenda interviene il presidente della III Municipalità Ivo Poggiani, che assicura: «Quella discarica è lì da circa 15 anni. Faremo un intervento nei giardini con la Protezione civile in questi giorni. Le scale invece dovrebbero essere sfruttate per eventi, perché quello è un teatro naturale».

 

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