Masturbarsi in pubblico non è più un reato, ma ecco cosa si rischia

Masturbarsi in pubblico non è più un reato, ma ecco cosa si rischia

Masturbarsi in pubblico non è più un reato

Non commette alcun reato il maniaco che si masturba davanti a una studentessa, l’esibizionista con il classico impermeabile pronto a scoprire le proprie nudità alle donne nel parco, la coppietta che consuma un rapporto sessuale all’interno di un’automobile non debitamente nascosta al traffico e da fogli di giornale. Non commette reato la prostituta che soddisfa il proprio cliente dietro un cespuglio o chi fa la pipì ai margini della strada perché non riesce a trattenerla più e non si vuole fermare alla più vicina stazione di servizio. Non commette reato non perché queste condotte siano state liberalizzate e non vengano più considerate illecite dal nostro ordinamento – al contrario, lo continuano ad essere – ma solo perché è cambiato il tipo di sanzione: non più penale, ma solo amministrativa si legge su’laleggepertutti.it.

Chi però crede che si tratti di un colpo di spugna da parte dello Stato, si sbaglia di grosso. Anzi. Il punto è che i vecchi processi penali non sortivano spesso i risultati sperati e, tra prescrizione, vizi di forma, notifiche e tempi biblici, non menzione sul casellario, tenuità del fatto e non punizione, nessuno pagava il prezzo delle proprie colpe.

Ora invece le cose sono cambiate e, sebbene la fedina penale resti immacolata – ma del resto, chi si interessa, di questi tempi, di una pipì in mezzo alla strada? – il portafogli del colpevole piange pene amare. Già, perché oggi è prevista una multa da 5mila a 30mila euro: multa però che, seguendo le regole del procedimento amministrativo, è immediata, certa e anche più facile da comminare. Certo, l’interessato potrà sempre far ricorso e opporsi, ma nel frattempo deve pagare. E questo, certo, può essere un grosso deterrente. Se poi – critica abbastanza scontata – si vuol dire che chi non ha soldi o beni intestati non deve temere nulla, in realtà non temeva nulla neanche prima, posto che il carcere resta riservato solo a reati particolarmente gravi, e non è questo il caso.

A ricordare tutti questi principi è una recente sentenza della Cassazione che fa il punto sull’intervenutadepenalizzazione del reato di atti osceni in luogo pubblico. L’occasione è stata quella di un uomo sorpreso a masturbarsi davanti a delle giovani ragazze. L’episodio risaliva a prima dell’intervenuta riforma che ha cancellato il reato, ma la Corte ha ricordato che, in tema di diritto penale, ogni volta che interviene una modifica della norma più favorevole al colpevole, si applica la sanzione più lieve anche ai fatti passati.

Insomma, la riforma ha effetto retroattivo e opera anche per i crimini già commessi, che quindi vengono completamente cancellati (sempre che il procedimento penale non sia stato definito con sentenza o con decreto divenuti irrevocabili). Da oggi, masturbarsi in pubblico non è più reato, ma commette un illecito sanzionato con una multa sonora. Multa che viene comminata dalla Prefettura.


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