Migranti, intercettata una “nave della speranza”: 21 arresti

Migranti, intercettata una “nave della speranza”: 21 arresti

Migranti, intercettata una "nave della speranza": 21 arresti

Un pattugliatore della Guardia di Finanza di Taranto ha bloccato un veliero carico di migranti davanti alle coste Ionico-Salentine. Le Fiamme Gialle hanno soccorso 50 pachistani e arrestato due scafisti. L’imbarcazione è stata intercettata alcune miglia al largo tra Santa Maria di Leuca e Gallipoli da un pattugliatore del Gruppo Aeronavale delle fiamme gialle di Taranto.

L’intervento è stato condotto, alle 18.40 di ieri, da due unità navali del Reparto Operativo Aeronavale delle Fiamme gialle di Bari e del Gruppo Aeronavale di Taranto, che svolge le funzioni di Centro di Coordinamento Locale Frontex per l’operazione ‘Triton 2016’.

Intanto è in navigazione verso il porto di Palermo la nave ‘Diciotti’ della Guardia costiera con a bordo 1.003 migranti soccorsi nei giorni scorsi nel Canale di Sicilia. La Prefettura ha già organizzato la macchina dell’accoglienza con le forze dell’ordine.

Dalle prime ore di questa mattina, nelle province di Como e Milano, oltre a Belgio, Svezia e Francia, investigatori della polizia di Stato – Servizio Centrale Operativo e Squadra Mobile di Como – e delle polizie dei Paesi citati stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 21 soggetti ritenuti responsabili del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, aggravato dal carattere transnazionale delle condotte criminose. Lo scrive la polizia in una nota.

Alcuni degli indagati sono, da tempo, irreperibili sul territorio nazionale. Sono stati emessi, pertanto, mandati di arresto europeo nei confronti di coloro che si ritiene si siano trasferiti nei Paesi sopra menzionati.

“Le indagini – scrive la polizia – avviate nell’ottobre 2015 hanno consentito di raccogliere gravi elementi indiziari a carico di un gruppo criminale, composto da 16 siriani, 2 tunisini, un algerino, un libanese e un egiziano, che, operando in diversi Paesi europei, ha organizzato, traendone ingenti profitti economici, il trasferimento, dall’Ungheria soprattutto verso l’Austria e la Germania, di centinaia di migranti, perlopiù di nazionalità siriana e in fuga dalle aree in cui si sta svolgendo il noto conflitto armato in Siria”.

L’inchiesta ha permesso di ricostruire le attività e le dinamiche criminali del network criminale che, approfittando dell’imponente flusso migratorio dell’anno scorso sulla rotta balcanica, ha realizzato un complesso meccanismo per il trasporto degli stranieri con vetture private. Gli indagati, infatti, hanno impiegato circa 300 veicoli intestati a diverse società di comodo, avvalendosi di una vasta rete di passeur, di varie nazionalità (anche italiana), un centinaio dei quali già identificati e, in parte, arrestati, in flagranza di reato, anche nell’ambito delle connesse attività condotte dalle Autorità tedesche e austriache.


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