Salernitana-Verona, raid vandalico nel piazzale dell’Arechi

Salernitana-Verona, raid vandalico nel piazzale dell’Arechi

Salernitana-Verona, raid vandalico nel piazzale dell'Arechi

Notte da oscar solo sugli spalti. Ché nei pressi dell’Arechi è andato in scena un altro film (non inganni la metafora, il cinema è rimasto chiuso), e non son mancate le scene da dimenticare. Salernitana-Verona è stato match da record per la risposta del pubblico, segnato dall’impeccabile comportamento di due tifoserie che non hanno mai fatto sfociare nell’esasperazione la pur storica, sentitissima e “urlata” rivalità. Merito d’un servizio d’ordine capillare disposto dalla Questura, che ha “isolato” i supporters scaligeri scongiurando sul nascere anche la minima “idea” d’un comportamento sopra le righe. 

Tutto bene, insomma, se non fosse per qualche spiacevole episodio verificatosi nel piazzale dello stadio con il nome da principe. Uno su tutti: il raid scattato ai danni di diverse auto (almeno cinque) ch’erano parcheggiate nei pressi del settore tribuna, a pochi metri dal varco 25 dove hanno accesso i fotografi accreditati. I malcapitati proprietari delle vetture prese di mira dai vandali, che – senza voler esser retorici – non vanno in alcun modo confusi con le “categorie” di tifosi o ultras, si sono ritrovati gli pneumatici perforati, apparentemente senza motivo. O meglio, un “perché” hanno provato a darselo proprio alcuni operatori dell’informazione rimasti loro malgrado vittime di questa forma di teppismo “gratuito”. 

A uno degli automobilisti che aveva appena posteggiato la propria auto, quando mancava ancora oltre un’ora al fischio d’inizio della partita, uno dei presunti “responsabili” del raid ha chiesto, con tono minaccioso: «Siete fotografi di Verona? Siete “bastardi” veronesi?». Alla provocazione è seguita soltanto una risposta, secca e negativa – l’interlocutore e i suoi amici non sembravano soggetti disposti ad alcun tipo di dialogo -, sottolineata pure da un eloquente cenno del capo: «No, siamo salernitani e siamo qui per lavorare». L’accento avrebbe dovuto fare il resto. Dopo il 90esimo, invece, l’amarissima sorpresa: le gomme della vettura su cui i balordi avevano “preso informazioni”, ma pure quelle d’almeno altre quattro auto parcheggiate nel piazzale antistante la Tribuna, era state squarciate a colpi di coltello. 

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