Napoli. Bomba davanti casa del boss pentito. Svelò il business dei rifiuti

Napoli. Bomba davanti casa del boss pentito. Svelò il business dei rifiuti

Bomba davanti casa del boss pentito. Svelò il business dei rifiuti

Una busta di carta con sopra impresso il logo dell’Ikea. All’interno un piccolo oggetto di forma cilindrica impacchettato con fogli di giornale. E un biglietto con sora un nome. È questo il ritrovamento fatta davanti all’abitazione di Nunzio Perrella, ex boss storico della camorra napoletana, a capo dell’omonimo clan del Rione Traiano. La scoperta è avvenuta in un piccolo paesino della provincia di Ferrara. L’oggetto, sequestrato dai carabinieri, è risultato essere un ordigno artigianale, una bomba carta. Un pacco, indirizzato, con ogni probabilità, al boss pentito di camorra che 24 anni fu il primo a far riempire pagine di verbali ai pm sui traffici illeciti di rifiuti al sud. Sì, perché Nunzio Perrella è soprattutto un ex collaboratore di giustizia. Fu lui, nel 1992, ha svelare l’affare dell’interramento dei rifiuti tossici, a parlare della Terra dei Fuochi prima ancora di Carmine Schiavone, a condurre tecnici e magistrati all’interno di quelle cave di Pianura trasformate in bombe ecologiche. Perrella è stato l’inventore dell’Ecologia 89, la società madre della gestione illegale del pattume tossico, con la sua organizzazione ha trafficato milioni di tonnellate di rifiuti di ogni genere smaltiti nelle discariche campane, e non solo, provenienti dalle industrie del nord. È sua l’espressione che più di ogni altra espressione ha sentenziato il business della camorra sui rifiuti: «La monnezza è oro, dotto’» disse rivolgendosi al pm. L’uomo da circa due anni è uscito dal programma di protezione. Il rinvenimento è avvenuto in una strada periferica del comune di Vigarano Mainarda. La busta era posizionata davanti a una villetta. Con molta probabilità, spiegano gli investigatori, il pacco, è stato recapitato di notte e lasciato ad un centinaio di metri dall’abitazione di Perrella. «C’era una busta con dentro un biglietto – ha riferito un testimone escusso a sommarie informazioni dagli investigatori dell’Arma – e il nome del destinatario, tutto impacchettato dai giornali. Poi gli artificieri hanno transennato l’area e hanno fatto brillare la busta». Il primo allarme è scattato alle 7.15, alle 16.45 il robot degli specialisti antisabotaggio è entrato in azione ma solo dopo aver fatto evacuare un’abitazione per precauzione. Il tutto nella massima sicurezza. In procura è stata aperta un’inchiesta diretta dal sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante, al momento contro ignoti. L’attenzione dei carabinieri del Reparto operativo è tutta diretta verso Nunzio Perrella.  Ed è proprio l’ex pentito che attraverso il suo avvocato fa sapere di non essere al corrente dell’episodio. «Il mio assistito – dice il penalista Ferdinando Rossi – non era a casa nel weekend e nessuno lo ha avvertito di tutto questo». In prefettura è stato convocato un tavolo con i rappresentanti delle forze dell’ordine per discutere dell’episodio.


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