Studi sul Dna, diete e staff da Nobel: così il Napoli corre verso lo scudetto

Studi sul Dna, diete e staff da Nobel: così il Napoli corre verso lo scudetto

Studi sul Dna, diete e staff da Nobel: così il Napoli corre verso lo scudetto

Il Napoli il suo vero bomber ce l’ha in camice bianco e si nasconde dietro le quinte. Perché Alfonso De Nicola, responsabile dello staff medico degli azzurri dal 2005, è uno che non ama andare in scena, né tantomeno sbandierare a destra e a manca i gol che ha segnato nel tempo. E di reti ne ha firmate tante, tutte silenziosamente. Tanto che a parlare per lui ci pensano i numeri, i risultati, quelli che ha confermato e migliorato anno dopo anno tra duro lavoro e una ricerca sempre più efficiente. Lo scorso anno su un totale di 48 gare disputate tra campionato, Coppa Italia ed Europa League, gli infortunati del Napoli sono stati appena 6, le indisponibilità 14. Un numero irrilevante, per intenderci. Lo testimonia il fatto che il Milan ha fatto registrare 30 infortunati e 131 indisponibili, la Juventus 40 infortunati e 125 indisponibili, la Roma 37 infortunati e 111 indisponibili. La media infortuni del Napoli è pari a 0,13 e quella delle indisponibilità a 0,29. Il confronto con le altre squadre -  tenendo presente i dati statistici – parla chiaro ed anche quest’anno è tutto a favore della compagine partenopea. Il segreto? E’ la ricetta che il dottor De Nicola ha migliorato nel tempo, ingrediente dopo ingrediente. «Tutto è partito tempo fa con Fassone – ha spiegato il responsabile dello staff medico azzurro – l’uomo che ha garantito un lavoro di ristrutturazione dell’assistenza sanitaria. E’ stato lui a darci la possibilità di ripartire con un personale qualificato e specializzato, insieme a una serie di idee che abbiamo portato avanti negli anni. L’aspetto fondamentale è il rapporto che abbiamo instaurato con lo staff tecnico e con i calciatori. Sì, perché quando segnaliamo che un giocatore ci risulta affaticato oppure lavoriamo con determinati test, tutti ci danno credito. Insomma, non c’è un singolo che non si fidi di noi. Questo perché il Napoli ha un personale qualificato, tutte persone specializzate in metodi di prevenzione e non solo. Anche l’aspetto umano non va sottovalutato, i calciatori del Napoli hanno fiducia perché sanno che di fronte ci sono persone oneste e leali. Il nostro cavallo di battaglia? Noi andiamo oltre le apparecchiature e le strutture, investiamo nel sapere dei fisioterapisti e dei medici».

La sinergia con Sarri è un elemento imprescindibile, un valore aggiunto che permette agli azzurri di “scoppiare di salute”. Poi ci sono le ricerche, quelle a cui tiene particolarmente De Nicola, soprattutto per quanto riguarda lo studio del DNA realizzato in collaborazione con il professor Antonio Giordano, “allievo” di Watson, Premio Nobel della Medicina per la scoperta della struttura nota come “doppia elica”. «E’ la ciliegina sulla torta – ha sottolineato De Nicola – stiamo cercando di attuare un progetto di ricerca sui calciatori per comprendere a quale tipo di infortunio si è predisposti o addirittura per le malattie». La missione ha lo scopo di individuare i punti deboli dei calciatori per prevenire. Tutte ricerche, insomma, da trasferire nel mondo del calcio. «In ritiro abbiamo posto le basi per attuare la teoria dei ‘neuroni mirror’ (scoperta dal prof. Giacomo Rizzolatti dell’Università di Parma agli inizi degli anni ’90 in ambito neuroscientifico, ndr). L’infortunato in pratica può recuperare guardando i compagni di squadra effettuare quel tipo di movimento. Un lavoro che si basa sull’empatia. Portando l’infortunato sul posto dove gli altri si allenano è fondamentale per attivare precise aree motorie. Il movimento non va ricostruito dopo l’infortunio, nel senso che non è adeguato provare a piegare il ginocchio o iniziare a camminare. Questa formula ha portato dei risultati incredibili sulle riabilitazioni fatte a Castel Volturno rispetto all’esterno. Così ha recuperato in fretta anche Insigne. Ovviamente tutto deve continuare anche a tavola e per la nutrizione, campo di cui si occupa Raffaele Canonico, in particolare della nutrigenetica. Una nuova scienza che mette in correlazione il codice genetico e l’alimentazione che cambia da singolo a singolo secondo i vari metabolismi e altro. La nutrigenetica studia come mangiare in base al DNA. Ogni calciatore del Napoli segue diete precise».

Da record è stato il recupero di Reina dopo l’anno travagliato vissuto col Bayern: «Tutto parte dalla testa e dalla propria volontà di recuperare. Pepe si sente napoletano e ce l’ha messa tutta per rientrare. C’è chi guarisce anche con una pacca sulla spalla del presidente o dell’allenatore. I calciatori hanno bisogno di sentire fiducia».

Un lavoro infinito quello che cura De Nicola in sinergia con lo staff e Sarri. L’unione fa la forza anche per i muscoli. 


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