La Morea sul palco nelle vesti di una donna di Forcella nel dopoguerra

La Morea sul palco nelle vesti di una donna di Forcella nel dopoguerra

La Morea sul palco nelle vesti di una donna di Forcella nel dopoguerra

Una Forcella del dopoguerra che vide i napoletani dover scegliere tra monarchia e repubblica. Domani 9 e sabato 10 settembre alle 21 al Chiostro di San Domenico Maggiore debutta in anteprima nazionale per “Estate a Napoli 2016” lo spettacolo teatrale “’A Rota”, scritto e diretto da Ramona Tripodi con Antonella Morea e Rosalba Di Girolamo. La scenografia è firmata da Tata Barbalato, che interagirà con la scena attraverso la sua presenza performativa. Lo spettacolo è una produzione di Inbilicoteatro insieme con L’Asilo, la comunità di lavoratrici e lavoratori dello spettacolo in autogoverno nel cuore di Napoli. La vicenda è ambientata a Napoli nel giugno del 1946. La città e la popolazione portano le ferite della guerra e, tra le macerie, si attende l’esito del “referendùm”, la consultazione istituzionale con la quale gli italiani furono chiamati a scegliere tra monarchia e Repubblica. Nel frattempo, la vita continua a fiorire persino dove non è desiderata, dove non è attesa. Nel rione Forcella, presso la basilica dell’Annunziata, continua a girare la Ruota degli Esposti, il marchingegno mediante il quale venivano raccolti, in forma anonima, i neonati abbandonati per miseria o illegittimità. La ruota è più che mai in funzione, benché ufficialmente chiusa dal 1875. Perché, come dice l’ex trovatella Telluccia (Antonella Morea), «con la guerra e con la miseria che ci stanno, i figli sono per chi se li può permettere» Telluccia, che ha votato per la prima volta, sogna che l’Italia scriva la Costituzione. Mentre la Madonna dell’Annunziata (Rosalba Di Girolamo) la quale, secondo il mito popolare, consuma le scarpe perché esce di notte per sfamare gli orfani e i poveri, calpesta frettolosa il basolato di una Forcella addormentata per far ritorno al suo altare prima che Telluccia e tutti gli ex-esposti si sveglino. E nel rione già si vocifera di una storia a metà tra il miracolo e la leggenda.


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