Restauro Palazzo dei Mutilati, De Stasio scrive al ministro: “La storia non si tocca”

Restauro Palazzo dei Mutilati, De Stasio scrive al ministro: “La storia non si tocca”

Restauro Palazzo dei Mutilati, De Stasio scrive al ministro: "La storia non si tocca"

Salendo lo scalone monumentale all’ingresso s’intravede la statua della Vittoria, uno dei temi ricorrenti nella propaganda del Duce. Ma a suscitare attenzione negli ultimi giorni è stata la caduta di una lettera dalla facciata della Casa del Mutilato in piazza Matteotti. Un incidente che aveva spinto i vigili del fuoco e il Comune a diffidare la proprietà per la messa in sicurezza. Se non fosse che partito l’intervento, subito era stato bloccato dalla Soprintendenza, trattandosi di un immobile di valore storico. Si tratta del palazzo dei Mutilati e degli Invalidi di guerra in piazza Matteotti, per il quale è partita una vera e propria crociata. «Anche se risale a un’epoca che ha portato il Paese alla guerra, cioè il fascismo, la storia non si tocca», tuona il consigliere della II Municipalità Pino De Stasio, che ha scritto una lettera-appello al ministro della Cultura. «La rimozione di scritte su un palazzo iper vincolato del 1940 va assolutamente fermata – rimarca De Stasio -. Solo degli idioti possono commettere azioni simili. Si metta in sicurezza l’edificio e le scritte medesime. Oltre che al ministero ho scritto alla Soprintendenza per denunciare l’accaduto». Intanto su Facebook si è scatenata la bagarre tra chi è contro e chi è a favore della decisione della Soprintendenza che ha chiesto di bloccare i lavori e ha intimato alla proprietà, l’associazione nazionale Mutilati e invalidi di guerra, di provvedere al restauro. «Io che ci sono dentro in quanto si tratta del mio luogo di lavoro, preciso che la scritta non è stata cancellata ma sono state tolte soltanto le lettere che costituivano un pericolo, su intimazione verbalizzata dai vigili del fuoco – scrive Claudio Colameo -. Inoltre il materiale delle lettere rimosse non è pregiato, si trata semplicemente di cemento e pietre in sagoma di lamiera di ferro, lettere che verranno rimesse, rispettando le indicazioni della Soprintendenza. Tanto rumore per nulla», chiosa Colameo. Non sembra essere dello stesso avviso Bona Mustilli, dell’associazione Progetto Napoli: «sarebbe bastato avvisare visto che gran parte dei cittadini che hanno a cuore il bene pubblico sono particolarmente attenti ultimamente e visto lo scempio che si sta facendo degli stessi. Noi cerchiamo di fare solo il bene di Napoli, perché nessuno è proprietario del monumento, ma solo un affidatario che deve trasmetterlo alle generazioni future».


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