Gli affari di Iovine a Scafati. La verità del pentito

Gli affari di Iovine a Scafati. La verità del pentito


“O’ Ninno” è pronto a parlare della periferia dell’impero. Il collegamento tra Scafati e Antonio Iovine, uno dei più importanti boss del clan del Casalesi e ora collaboratore di giustizia, non è più una mera ipotesi. Il pentito è pronto a spiegare i suoi interessi nella città dell’Agro nocerino sarnese, in un interrogatorio che rilascerà al Pm Vincenzo Montemurro, titolare dell’inchiesta aperta il 18 settembre scorso per appurare i rapporti tra politica e criminalità organizzata in città. 

Così l’Antimafia su Scafati sposta l’obiettivo lontano da Palazzo Mayer e dai suoi amministratori. L’asse si sposterà verso le aree di Caserta e Napoli per appurare i presunti rapporti tra i colletti bianchi dell’Agro nocerino sarnese e la criminalità organizzata. E così l’interesse, nemmeno tanto celato, si sposterà sul clan dei Casalesi e uno dei suoi rappresentanti più “illustri”: Antonio Iovine. Sarà la prima volta che la magistratura salernitana, dopo le tante indiscrezioni dei mesi scorsi, lo ascolterà sul caso che vede indagati 11 persone tra cui il sindaco, Pasquale Aliberti, il fratello-imprenditore, Nello Maurizio, e la moglie, la consigliera regionale Monica Paolino e la segretaria generale del Municipio, Immacolata Di Saia.

Montemurro con Iovine vuole davvero capire se Scafati è stata, nel corso degli ultimi anni, la potente periferia dell’impero casalese, così come la etichettò la giornalista-parlamentare Rosaria Capacchione. Una svolta che arriva proprio quando ormai mancano poco più di due settimane alla pubblicazione della relazione finale della Commissione d’Accesso insediatasi all’Ente, da cui dipenderà lo scioglimento del Comune, e quasi un mese dalla decisione del Riesame sulla richiesta di arresto (rigettata dal Gip Donatella Mancini) per Pasquale Aliberti, Nello Maurizio Aliberti, Gennaro Ridosso e Luigi Ridosso. Con la collaborazione di Iovine si cercherà di fare chiarezza soprattutto sul presunto sistema degli appalti pubblici a cui ha fatto già riferimento Alfonso Loreto junior, il rampollo del clan scafatese che con le sue dichiarazioni sta facendo tremare politici e non solo. 

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