Meglio senza Pipita. Il Napoli si riscopre più forte nella testa

Meglio senza Pipita. Il Napoli si riscopre più forte nella testa

Meglio senza Pipita. Il Napoli si riscopre più forte nella testa

Non tutti i mali vengono per nuocere. E lo sa bene il Napoli di Maurizio Sarri. O meglio l’ha vissuto sulla propria pelle in questa prima fase della stagione. Il passaggio di Higuain alla Juventus, il recordman capace di segnare 36 gol in campionato, aveva generato un clima di sconforto intorno alla piazza azzurra. Il Pipita era stato “eletto” re di Napoli e quelle immagini sotto la curva mentre cantava “Un giorno all’improvviso” erano ancora vive nella mente dei tifosi. «Troppo difficile dimenticare» diceva qualcuno. «Questo Napoli è ridimensionato» sottolineavano altri. Il quadro era nero, nerissimo. Poi la svolta e la consapevolezza che forse quei 90 milioni di euro sono stati un affare più per il Napoli piuttosto che per la Juventus. Dice questo la notte di Palermo. Anzi, la consapevolezza arriva direttamente dai numeri, quelli che non mentono mai. In tre partite di campionato la squadra azzurra ha segnato la bellezza di nove reti. Un numero che il Napoli sembra avere nel destino. Dal 9 impresso sulla schiena del Pipita al nuovo bottino gol siglato in campionato. I nuovi volti azzurri – così come i vecchi – hanno colmato brillantemente il vuoto generato dalla partenza inaspettata del bomber argentino. E la crescita è soprattutto nella testa. Pur vero che tre partite di campionato sono ancora poche per tirare le prime somme. Nel dettaglio i partenopei hanno segnato due gol contro il Pescara, quattro col Milan e tre al Palermo in Sicilia. Un bottino che porta le firme di quasi tutti i calciatori offensivi dello scacchiere sarriano. Dal sacco esce fuori un poker griffato Callejon, due doppiette siglate Milik-Mertens e una rete segnata da Hamsik che ha permesso al capitano di superare il numero di gol di Diego Armando Maradona. E non è finita qui. Senza il Pipita il Napoli non sembra perderne in termini di equilibrio e di identità. La mole di gioco è la solita, così come i movimenti di ogni interprete dell’orchestra del maestro Sarri. Del resto il tecnico toscano ha già sottolineato che la «partenza del Pipita è stata dura ma che la rosa azzurra è adesso più completa». Nella notte di Palermo è emerso che la panchina adesso c’è eccome. E che l’ex Empoli voltandosi può contare su qualche alternativa in più. L’esempio lampante è Piotr Zielinski, la nuova mezzala che non ha fatto sentire la mancanza di Allan, tenuto in panchina in vista del tour de force che attende il Napoli tra gli impegni previsti in campionato e Champions. Nel confronto con la classifica della passata stagione il Napoli è già a più 5 punti. Sì, perché la partenza di Sarri sulla panchina degli azzurri non era stata delle migliori con la sconfitta in Emilia col Sassuolo e i pareggi con Sampdoria ed Empoli. I numeri attuali dicono che invece il Napoli ha già vinto due sfide, quelle con Milan e Palermo, col solo passo falso nella prima col Pescara. L’antagonista della Juventus, insomma, resta il Napoli. Ma occhio a non sentirsi appagati dopo appena tre giornate di campionato. Sarri vuole dai suoi fame di vittoria e chi non dà il massimo può ora perdere il proprio posto tra gli intoccabili.


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