Napoli. Camorra, condannato un poliziotto

Napoli. Camorra, condannato un poliziotto

Camorra, condannato un poliziotto

Sette pagine scritte a computer. Un lungo elenco di nomi, di lettere dell’alfabeto seguite da numeri a una cifra (così vengono indicati i capi d’accua), e di anni. Anni di reclusione. Un secolo e mezzo di galera, a voler essere precisi. Che punisce un anno di malaffare nell’agro nolano e prosciuga la palude d’illegalità dove controllori e controllati si sono mossi come fossero un corpo solo. Una sola anima. 

Intorno alle 10 di ieri mattina, nell’aula bunker del carcere di Poggioreale Ticino 1, il giudice per le indagini preliminari Federica Colucci del Tribunale di Napoli legge la sentenza che trasforma in verità processuale la maxi-inchiesta sul business delle estorsioni gestito per anni, e senza freno, dai clan di Salvatore De Martino (operante a Cimitile) e di Marcello Di Domenico (nell’agro nolano). Diciannove i condannati, sette gli assolti. Tra le persone giudicate colpevoli anche un poliziotto, Pasquale De Santis: l’agente – che all’epoca dei fatti contestati era in servizio al commissariato di Nola – ha rimediato 9 anni e 4 mesi per associazione di stampo mafioso e favoreggiamento di un latitante. De Santis era stato trasferito a Nola dopo essere rimasto coinvolto in un’altra, e più datata inchiesta, sui suoi legami coi Giuliano di Forcella negli anni Novanta quando era in servizio a Napoli.

 

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