Gragnano. Vive nel degrado tra topi e immondizia: la storia di un “invisibile”

Gragnano. Vive nel degrado tra topi e immondizia: la storia di un “invisibile”

Vive nel degrado tra topi e immondizia: la storia di un "invisibile"

Un invisibile. Uno dei tanti finito nella quotidianità della città di Gragnano che, nonostante una sopravvivenza tra ratti e degrado totale, continua a occupare quei 30 metri quadri in via Nastro. Una zona centrale della città della pasta che si è adeguata e modernizzata con il resto del territorio. Ma non proprio tutto. Tra i condomini di via Nastro, al piano terra, si nasconde il tugurio che accoglie U.D.M., un 40enne, che continua a vivere in piena miseria, senza servizi igienici, senza acqua né luce. Fermo al medioevo l’uomo ha seri problemi di igiene che, diverse volte, sono stati segnalati dai condomini. Una richiesta di aiuto per l’uomo lasciato a un destino avverso ma anche per i tanti che abitano a pochi metri dal tugurio e che, in qualsiasi ora del giorno, devono combattere con ratti di grande taglia che fuoriescono dai 30 metri quadri di totale degrado. Una convivenza difficile con i vicini che lamentano il pericolo anche per i bambini che passano davanti l’ingresso della casa-caverna per raggiungere le loro case. Un tentativo di pulizia è stato fatto dai condomini che, attendendo che il 40enne uscisse, hanno cercato di intervenire per rendere l’ambiente vivibile. Ma la pulizia non è bastata e U.D.M. continua a sdraiarsi sul quel materasso obsoleto, pieno di buchi, ricoperto di feci di topi. Poco distante una sedia è utilizzata come armadio, per riporre i vestiti sporchi che l’uomo indossa. Sul tavolo contenitori di cibo accatastati che diventano richiamo per insetti e topi. Insomma, una situazione insostenibile che, nonostante le denunce dei condomini, resta ancora immutata. Nessun recupero per U.D.M. che un anno fa fu sottoposto a un TSO (trattamento sanitario obbligatorio) per un’aggressione ai danni dei vicini. L’uomo fu visitato e dopo poche ore, così come raccontato da alcuni residenti, fece ritorno tra le quatto mura della sua casa-caverna. Eppure la difficile sopravvivenza del 40enne sembra essere nota anche a chi avrebbe già potuto intervenire ma non lo ha fatto. E U.D.M. continua a essere invisibile per la società che lo circonda e a sopravvivere, senza lamentarsi, in un angolo del mondo estremamente squallido. Ma non per il 40enne che riconosce in quei 30 metri quadri di degrado assoluto la sua casa e nei ratti gli unici coinquilini con cui passare del tempo.


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