Scafati. Ridosso e gli Aliberti: asse anti-Metropolis. Scatta l’inchiesta bis

Scafati. Ridosso e gli Aliberti: asse anti-Metropolis. Scatta l’inchiesta bis

Scafati. Ridosso e gli Aliberti: asse anti-Metropolis. Scatta l’inchiesta bis

Intimidazioni ai giornalisti di Metropolis nel periodo clou delle elezioni Amministrative svoltesi nel 2013 in città. La Direzione distrettuale Antimafia di Salerno stringe il cerchio sui presunti rapporti tra la famiglia di Pasquale Aliberti e il clan Loreto-Ridosso, in vista della decisione del Riesame, prevista per il 6 ottobre prossimo, sulla richiesta d’arresto (rigettata dal gip Donatella Mancini lo scorso mese di giugno) per il sindaco, il fratello-imprenditore Nello Maurizio Aliberti, Gennaro Ridosso e Luigi Ridosso. L’inchiesta-bis, che ha prodotto un avviso di garanzia nei confronti del primo cittadino, di Nello Maurizio Aliberti e Luigi Ridosso, è condotta sempre dal pm Vincenzo Montemurro, titolare dell’indagine avviata nel settembre dello scorso anno, e sarebbe la prova dei faccia a faccia serrati tra la famiglia di via Aquino e la cosca egemone in città. Una tesi questa già portata avanti nel primo filone, adesso avvalorata da un episodio che vide protagoniste due giornaliste del quotidiano Metropolis, Rosaria Federico e Valeria Cozzolino. Giorni in corrispondenza del ballottaggio per l’elezione del sindaco che vide contrapposto Nicola Pesce, candidato del centrosinistra, all’attuale amministratore della città dell’Agro nocerino sarnese che vinse ottenendo il secondo mandato consecutivo e l’opportunità di governare ancora Scafati.

 

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