GALIGANI. Salernitana, i limiti dello “scontato” Sannino

GALIGANI. Salernitana, i limiti dello “scontato” Sannino

Salernitana, i limiti di Sannino che frenano i granata

Salernitana e Vicenza hanno dato vita ad una gara senza dubbio avvincente. Bisogna dire che non ci si è certamente annoiati. I granata soccombono, immeritatamente, per come è maturato il risultato finale. Nulla da rimproverare, dal punto di vista dell’impegno a Rosina e compagni. La loro reazione veemente, al doppio svantaggio iniziale, ha fatto illudere i tifosi granata sull’esito finale del confronto. Il pareggio, al fischio finale, avrebbe certamente meglio rispettato i valori in campo.

L’esito dell’incontro ha però evidenziato che il Vicenza, allo stato attuale, è più squadra. La Salernitana ed il suo allenatore, Sannino, debbono rimproverarsi le molteplici distrazioni difensive che hanno permesso ai veneti di andare a rete con una facilità disarmante. All’osservatore attento non sfugge che ai granata, riferito all’espressione del gioco, manca sempre un centesimo per fare un euro. Indipendentemente dal valore dei singoli, che sono tutti validi giocatori di categoria. Il ripetersi di certe situazioni fa sorgere il dubbio che le carenze abbiano origine più dalla panchina che da altri settori del campo.

Dagli spalti è sembrato a tutti che quel difensore schierato sulla destra della difesa granata, per esempio, non fosse Perico, ma il suo gemello “sbagliato”. Tanta era la pochezza della sua prestazione. Un primo tempo inguardabile quello dell’ex Atalanta. Responsabile sulla doppietta iniziale di Signori che si concretizza sempre dalla sua parte. Una condizione di forma ancora approssimativa che nel lavoro settimanale non doveva certamente sfuggire a Sannino.

Pur nei limiti di rendimento che denota attualmente l’organico. Alcuni giocatori ritenuti fondamentali sono infatti al di sotto della loro condizione di forma ottimale. Vedi Coda e Donnarumma, per esempio, in ombra ed incapaci di impensierire le difese avversarie (i mal di pancia sembrano ancora disturbare  l’ex Teramo, a prescindere dalla situazione contrattuale).  La reazione dei granata, al doppio svantaggio iniziale, è certamente da elogiare. L’estro e la qualità di Rosina non sono però sufficienti a ribaltare qualsiasi risultato, se non supportate da una prestazione corale. Le amnesie difensive di una difesa estremamente allegra, più nell’impostazione tattica che nel valore dei singoli, completano il quadro della situazione.

Sannino dovrebbe poi saper argomentare sulla prestazione del subentrante Antonio Zito. Apparso notevolmente appesantito dal punto di vista fisico e mai in partita per quanto attiene l’aspetto tattico. Per di più determinante, in modo negativo, in occasione del terzo gol dei veneti. All’interno dell’area si fa sfilare la palla davanti agli occhi offrendo la più nitida delle occasioni a Di Piazza che non ha difficoltà a depositare in rete il pallone della vittoria.

La sensazione che da Sannino è che i suoi cambi siano tutti scontati. Un attaccante per un attaccante. Un centrocampista per un centrocampista. Mai una variazione al modulo di gioco. Caccavallo è già diventato l’alter ego predestinato di Donnarumma. Le decisioni dell’ allenatore granata penalizzano l’organico, allestito da Lotito e Fabiani, il cui valore è certamente superiore a quello che impone, attualmente, una  classifica asfittica. Che Cesena rappresenti già un’ultima spiaggia?

Per concludere solo due parole su Lerda. Fuori luogo ed anacronistica la sua esultanza sul gol che gli regala la vittoria. Tutto qui!


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