Salernitana, un pari e un primo passo per la vera identità

Salernitana, un pari e un primo passo per la vera identità

Salernitana, un pari e un primo passo per la vera identità

Cosa resta di questo pareggio? Il punto. E la consapevolezza che la Salernitana dovrà lottare, soffrire e lavorare tanto per rialzare la testa e ambire a quella salvezza tranquilla segnata come unico obiettivo stagionale. Il pari di Cesena dà l’ennesima dimostrazione di una squadra che resta un ibrido. Basta vedere la formazione messa in campo da Beppe Sannino. Una “rivoluzione” attuata nel segno del turnover ma che, in ogni caso, non ha avuto una definizione certa. Il trainer di Ottaviano, infatti, è partito con il 3-5-2, ben presto è passato al 4-3-1-2, poi nel finale di partita ha cambiato ancora, passando al 5-4-1. Metamorfosi che per il tecnico ha permesso di garantire quella necessaria copertura per uscire indenni dal Manuzzi e conquistare un punto di assoluto valore contro una squadra d’altissimo rango. Ma i dubbi restano. Sia nelle soluzioni tattiche che nella scelta degli uomini. Se l’esclusione di Donnarumma sembrava scontata, hanno sorpreso – e non poco – le panchine di Coda e Odjer. Al bomber di Passiano è stato preferito Joao Silva. O forse un lontano parente del bel centravanti visto a Bari: niente spunti, niente sponde. Niente di niente. In mediana, invece, s’è rivisto Ronaldo. Il brasiliano ha messo anima e corpo in campo, ma non deve esser certo lui a ricucire gli spazi con la difesa. La conferma di Perico, poi, ha fatto compiere un salto nel passato: in palese ritardo di condizione, l’ex della partita è finito per infortunarsi (per fortuna non sembra essere qualcosa di serio…), stanco delle due gare disputate in poche ore. A volerla vedere “da fuori”, con occhio imparziale, c’è davvero poco da salvare nella prestazione della Salernitana oltre al punto, se non quel carattere e quella determinazione trasmessa dal tecnico ai suoi calciatori. Per chi, invece, vive le dinamiche del cavalluccio marino all’ombra del Castello d’Arechi, questo punto può essere un segnale. Una piccola scintilla per ritrovare la determinazione necessaria per ripartire e mandare in archivio quest’inizio di stagione così strano e paradossale. Per la controprova non c’è da attendere molto. All’orizzonte c’è già il Trapani, dove si potrà contare sulla spinta del pubblico amico che, anche ieri sera, ha fatto sentire la sua voce nonostante l’inferiorità numerica. Sabato sarà il vero banco di prova. Soltanto nel tardo pomeriggio si potrà capire se questa Salernitana ha imboccato davvero la strada giusta per rialzarsi…


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