GALIGANI. Milik e Icardi, questione di gol e di leadership

GALIGANI. Milik e Icardi, questione di gol e di leadership

Milik e Icardi, questione di gol e di leadership

Ricco di spunti il turno infrasettimanale di serie A.

Bisogna essere “Frank”. Il tecnico olandese dell’Inter dimostra dimestichezza con la lingua italiana e con le caratteristiche del campionato di serie A. Si sta acclimatando alle nostre consuetudini. Nel frattempo usa un lessico “itanolo” (italo-spagnolo) che viene ben interpretato dai suoi giocatori. Maurito Icardi si conferma sempre più leader di un gruppo che ha solo la necessità di amalgamarsi. Le qualità dirompenti dell’attaccante argentino ed il contorno di grande spessore che lo supporta, non pongono limiti agli obiettivi dei nerazzurri. L’Inter, più della Roma, si candida come terza forza della stagione.

Nella prevedibile grandinata di gol che offriva la giornata sono andate a segno un po’ tutte le punte di diamante. Al “condottiero” Maurito hanno risposto quasi tutti. Il “pipita” Higuain si infila nella scorpacciata della Juve. Francesco Totti aiuta la rinascita romana di Dzeko.

L’imprescindibile, intramontabile Totti in campo dal primo minuto. Appunto. La sua presenza vale ancora il costo del biglietto.  Il capitano della Roma dimostra di non aver bisogno di affannarsi per impreziosire il gioco dei giallorossi.

Ai più sta sfuggendo la sana politica attuata dal Milan. I rossoneri mandano i campo  sette calciatori italiani. All’esperienza di Montolivo e Bonaventura si unisce la gioventù di Donnarumma, Calabria, Romagnoli, De Sciglio e la freschezza di Locatelli, un predestinato. Sintomo di una programmazione eccellente nel settore giovanile.  Il lavoro di Montella non è certamente dei più facili, ma sta dando risultati soddisfacenti. I nove punti i classifica che collocano il “diavolo” alle spalle delle migliori certifica la bontà del suo lavoro. Lo aiutano i gol di Bacca, uno che conosce bene la via della porta, basta sapergli portare la palla in area.

La riservatezza concreta di Maran porta nell’olimpo del campionato il Chievo Verona. La gemma unica ed esemplare di Verdi (a proposito del settore giovanile del Milan) apre la via del successo al Bologna. La terza sconfitta consecutiva di Giampaolo apre la crisi della Samp. Della leggerezza impalpabile del Crotone non può meravigliarsi nessuno. Giampiero Gasperini, quattro sconfitte su cinque, non è che viva sonni tranquilli.

La Juve era uscita sconfitta dal Meazza. Il Genoa ha fermato la corsa del Napoli a Marassi. Juric dimostra di trovarsi a proprio agio anche in serie A. Il “grifone” mostra il petto e contrasta efficacemente la capolista. La superiorità dimostrata in campo dalla squadra di Sarri si esaurisce sulla traversa colpita da Hamsik. Milik, in questa occasione, rimane a secco. Indiscusse le qualità del giovane attaccante polacco e riconosciuta la sua forza realizzativa. Fanno testo le 47 reti messe a segno nella file dell’Aiax. Con un punto interrogativo. La sua giovane età e la poca conoscenza delle difficoltà che riserva il calcio italiano. Attenzione pertanto a farne, nell’immediato, un leader indiscusso. Non traggano in inganno le quattro reti sulle quali ha già messo la firma. Ha necessariamente bisogno, anche lui, di un periodo di acclimatamento al nostro campionato. Come la storia della nostra serie A ha insegnato per campioni di maggiore esperienza e ben più affermati di lui.

Attenzione. In coda si è risvegliato il Palermo. Non deve sorprendere la vittoria ottenuta allo scadere in casa dell’Atalanta. Che anche Roberto De Zerbi possa essere considerato un predestinato?


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