Rosetta morirà il 30 settembre, ma lascerà dati preziosi

Rosetta morirà il 30 settembre, ma lascerà dati preziosi

Rosetta morirà il 30 settembre, ma lascerà dati preziosi

Rosetta quasi sicuramente non potra’ sopravvivere all’impatto con la cometa che ha raggiunto nel 2014, dopo un viaggio di dieci attraverso il Sistema Solare. Lo hanno detto i responsabili della missione dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), che in questi giorni stanno preparando la manovra finale della sonda, prevista nella tarda mattinata del 30 settembre. “Siamo pronti per l’impatto finale sulla cometa”, ha osservato sul sito dell’Esa il direttore delle operazioni spaziali della missione, Paolo Ferri. Per il ‘pilota’ di Rosetta, Andrea Accomazzo, direttore di Volo della missione, la sonda “non e’ stata progettata per un impatto, dunque non sopravvivra’ di sicuro, non c’e’ dubbio”. Ma l’impatto si annuncia comunque come una miniera di dati scientifici. Mentre scendera’ verso una zona molto attiva, con cavita’ da cui fuoriescono gas e polveri, Rosetta raccogliera’ immagini ad alta risoluzione, ricche di indizi che aiuteranno a ricostruire l’alba del Sistema Solare. Una volta sulla superficie, Rosetta si spegnera’. “Perderemo il segnale, il veicolo spaziale sara’ programmato per questo, perche’ non vogliamo lasciare un’astronave attiva sulla cometa, cosa che potrebbe creare interferenze alla radiofrequenza, sara’ la fine della missione”, ha detto Ferri. Per Accomazzo la manovra in corso e’ ancora piu’ complessa e pericolosa di quella che nel novembre 2014 ha permesso di rilasciare il lander Philae sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko: “quando si vola molto vicino alla superficie della cometa – ha spiegato – il rischio piu’ grande e’ avere problemi nella navigazione, ovvero prevedere dove Rosetta sara’ effettivamente intorno alla cometa. Quello che stiamo facendo ora tecnicamente e’ molto piu’ ambizioso rispetto a quando siamo atterrati con Philae”. Si prepara cosi’ a chiudere in bellezza, con altri dati straordinari, una missione nella quale l’Italia ha giocato un ruolo importante, con l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e l’industria. L’Italia sara’ presente anche durante la manovra finale, gestita nel centro di controllo della missione in Germania, a Darmstadt, con il supporto della Telespazio Vega Deutschland, una societa’ di Leonardo-Finmeccanica. Parlano italiano anche molti strumenti a bordo della sonda, che potranno entrare in gioco prima dell’impatto, progettati dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), Universita’ Parthenope di Napoli, Politecnico di Milano e universita’ di Padova-CISAS. Oltre che con la realizzazione di questi strumenti, Leonardo ha costruito il sensore di assetto stellare A-Str, la telecamera di navigazione (NavCam), l’analizzatore di polveri Giada e lo spettrometro Virtisi’. Italiano, infine, anche il trapano del lander Philae, progettato dal Politecnico di Milano.


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