E’ allarme tubercolosi: il pediatra è malato, test della tubercolina a 3.490 piccoli pazienti

E’ allarme tubercolosi: il pediatra è malato, test della tubercolina a 3.490 piccoli pazienti

E' allarme tubercolosi: il pediatra è malato, test della tubercolina a 3.490 piccoli pazienti

Già da oggi sono stati contattati i bambini sotto l’anno vaccinati negli ultimi due mesi. La profilassi consiste nella somministrazione di uno sciroppo; in questo modo si evita che il contatto diventi infezione latente. Viene effettuato un controllo dopo 8 settimane. Se invece il test risultasse positivo, i bambini verranno presi in carico dal Burlo per ulteriori accertamenti, spiega ancora la Asl. L’operatrice è rimasta in servizio fino al 15 settembre. “Tutti i pediatri sono pronti ad affrontare la situazione dando la loro disponibilità e tranquillizzando l’utenza – assicura Davide Franco, in rappresentanza dei pediatri triestini – Adottiamo tutti i protocolli del caso”. Sono 22 i pediatri che operano nella provincia di Trieste. L’operatrice che ha contratto la malattia era stata sottoposta ai controlli preventivi previsti. “La sorveglianza sanitaria si basa sulla valutazione dei rischi ed è mirata, pertanto il Mantoux si esegue solo ai dipendenti esposti al rischio che lavorano in reparti come quelli di malattia infettiva e pneumologia, dove gli operatori sono sottoposti a sorveglianza periodica specifica. Per quanto riguarda gli adulti, sono stati sottoposti a controllo i colleghi e i familiari di chi ha contratto la malattia e le persone che hanno avuto contatti prolungati, superiori alle 8 ore, in ambiente chiuso, in quanto la suscettibilità degli adulti non è elevata”, specifica la Asl. Nel corso di quest’anno sono stati notificati sul territorio dell’azienda 7 casi di tubercolosi, erano 13 nel 2015, mentre negli anni ’60 se ne registravano circa 300-400 all’anno. “Ricordiamo che positività al test non significa aver contratto la malattia, né che ci sia un collegamento automatico con il caso che segnaliamo. Positività significa che si è avuto il contatto con il germe. In questo caso vengono approfondite le indagini per verificare se la positività è effettiva e impedire l’eventuale sviluppo della malattia”, conclude l’azienda. 


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