I clan e la pubblicità elettorale a Scafati: il “mistero” su Aliberti

I clan e la pubblicità elettorale a Scafati: il “mistero” su Aliberti


Il tempo potrebbe rivelarsi uno degli aspetti fondamentali nell’evoluzione dell’inchiesta condotta dall’Antimafia sulle attività del Comune di Scafati. Il Pm Vincenzo Montemurro sta continuando la propria opera investigativa in attesa del prossimo 6 ottobre, quando il Tribunale del Riesame deciderà sulla richiesta d’arresto (rigettata in estate dal gip Donatella Mancini) per il sindaco Pasquale Aliberti, il fratello-imprenditore Nello Maurizio, Gennaro Ridosso e Luigi Ridosso. E tra gli atti giunti dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, che nei mesi scorsi ha passato alla Dda di Salerno tutti i fascicoli riguardanti le indagini sul territorio scafatese, emergono particolari che potrebbero portare a una svolta nell’inchiesta iniziata il 18 settembre 2015 per appurare i rapporti tra politica e le varie anime criminalità organizzata. 

Proprio su questo aspetto, infatti, si sta focalizzando un’informativa dei carabinieri del Ros di Salerno. L’attività riguarda un’ispezione presso un’azienda del città dell’Agro nocerino sarnese. I militari a quel tempo stavano dando la caccia a un esponente criminale della zona, datosi alla latitanza, quando si sono imbattuti in qualcosa che li ha spiazzati letteralmente. In uno dei depositi della ditta, vicina agli ambienti camorristici, viene ritrovata una vela pubblicitaria recante la foto del sindaco Pasquale Aliberti. Un cartellone itinerante utilizzato per le elezioni provinciali, quelle del 2009, quando tra le fila de “Il Popolo della Libertà” ha sostenuto la candidatura dell’allora alleato Edmondo Cirielli ed era in corsa per sedere tra i banchi dell’assise di Palazzo Sant’Agostino. Il primo cittadino venne eletto con il 38,30% di preferenze (6.246 voti), per poi dimettersi nel 2013. 

 

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