San Giorgio a Cremano. Con la bici in autostrada: 12enne salvato dalla polizia

San Giorgio a Cremano. Con la bici in autostrada: 12enne salvato dalla polizia

San Giorgio a Cremano. Con la bici in autostrada: 12enne salvato dalla polizia

«Grazie, grazie infinite. Avete salvato la vita a nostro figlio». Hanno le lacrime agli occhi i genitori di Vincenzo (il nome è di fantasia, ndr) il bimbo di 12 anni ritrovato lunedì sera dagli agenti della polizia di Stato dopo che si era allontanato dalla sua abitazione a San Giorgio a Cremano. Vincenzo, affetto da autismo, è un adolescente sveglio e pieno di energia. Sarà per questo che lo scorso pomeriggio ha preso la sua bicicletta e si è allontanato da casa. Per ore. Sono stati i genitori a lanciare l’allarme alle forze dell’ordine. Intorno alle 20, però, alcuni passanti hanno bloccato il transito di una pattuglia dell’Ufficio prevenzione generale in via delle Repubbliche Marinare. «Correte in quella direzione, è passato un bimbo in bici che ha imboccato la rampa dell’autostrada». La reazione dell’equipaggio della Volante 19 è stata immediata. I poliziotti si sono precipitati verso l’ingresso dell’A3. È bastato percorrere poche centinaia di metri per ritrovarsi a cospetto di un complesso intervento. Vincenzo è in bici e pedala tra auto e tir che sfrecciano lungo l’arteria a scorrimento veloce. Incuranti dei pericoli e decisi a salvare il piccolo, i poliziotti della Volante 19 utilizzano la loro «pantera» come barriera protettiva. Affiancano Vincenzo e cercano di fermarlo. Gli agenti escono dall’abitacolo e bloccando il transito dei veicoli mettono in sicurezza il bimbo di 12 anni, cercano di guadagnare la sua fiducia e una volta riusciti lo fanno salire a bordo della Volante. Ora Vincenzo è salvo. Il ragazzino con il trascorrere dei minuti mette da parte la diffidenza e inizia a parlare con i poliziotti. È lui stesso a fornire l’indirizzo di casa e proprio mentre la Volante imbocca la stradina del centro di San Giorgio a Cremano Vincenzo scorge l’auto dei genitori. La pattuglia ferma la corsa e consegna il ragazzino ai genitori visibilmente com-mossi. «Grazie, senza di voi chissà cosa sarebbe potuto accadere a nostro figlio» così il padre ha ringraziato gli agenti. «Dovere», una semplice parola. Una risposta che racchiude tutto lo spirito di chi indossa un’uniforme.


ULTIME NEWS