Loreto Mare, letti usati come barelle: scandalo in corsia

Loreto Mare, letti usati come barelle: scandalo in corsia

Loreto Mare, letti usati come barelle: scandalo in corsia

«Venite a vedere qui, dite se vi sembra normale… dicono che non ci sono barelle e che i pazienti devono essere trasferiti da un reparto all’altro con i letti. Ma voi avete idea di quante persone ci vogliono per spostare un letto? Almeno due». Lo sfogo è di un infermiere, uno degli operatori che ogni giorno affrontano le centinaia di ingressi al triage del Pronto Soccorso dell’ospedale Loreto Mare. Lui e i suoi colleghi si dicono stanchi di una situazione ormai cronaca. «Una volta è l’eccesso di pazienti, un’altra l’assenza di posti letto. Poi c’è la storia della Tac che puntualmente risulta guasta. Oggi la novità sono i letti da utilizzare come portantine per trasferire pazienti da un reparto all’altro – dice – siamo esausti. Così non riusciamo a garantire standard di sicurezza né ai degenti tantomeno a noi stessi». Sfila i guanti in lattice e indica una porta. «Aprite e guardate cosa c’è in quella stanza». In un locale utilizzato come deposito e grande poco più di venti metri quadrati ci sono dieci lettighe accantonate l’una sull’altra. «Sono nuove e mai utilizzate, qualcuno dovrebbe spiegarci il perché». Destino triste e beffardo per un nosocomio che potrebbe tranquillamente iscriversi nel registro delle eccellenze napoletane, tanta è l’abnegazione di chi quotidianamente cerca di svolgere al meglio la propria mansione, e invece è costretto a fare i conti, un giorno si e l’altro pure, con vicende che poco hanno a che fare con l’attività ospedaliera per rasentare, purtroppo, il ridicolo. Innanzitutto è bene fornire qualche dato: 70000 pazienti che ogni anno fanno ricorso alle cure del nosocomio di Via Amerigo Vespucci. Circa 300 le prestazioni di pronto soccorso effettuate in media al giorno. Fatto che proietta la struttura al secondo posto, dietro solo al più grande ospedale del Mezzogiorno, il Cardarelli, che ne conta circa 380. Medici ed infermieri lavorano alacremente per smaltire un carico di lavoro enorme e provano a svolgere la propria missione con cura e dedizione. Nonostante questo chissà quale sorta di maledizione sembra avere messo le tende qui. «Siamo stanchi – conclude l’infermiere – stanchi di sapere che malgrado gli sforzi i nostri pazienti sono costretti a subire forti disagi».


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