Ufeel, esteticamente al top, tecnicamente meno

Ufeel, esteticamente al top, tecnicamente meno

Ufeel, esteticamente al top, tecnicamente meno

Grazie a dispositivi dallo stile vicino ai gusti europei con contenuti tecnologici avanzati e prezzi accessibili, Wiko, azienda nata 5 anni fa a Marsiglia, è diventata uno dei brand più venduti nel vecchio continente, imponendosi come secondo player in Francia e Portogallo, quarto in Italia e tra i primi cinque in Spagna e Belgio, avendo l’obiettivo di entrare tra i top 5 al mondo entro il 2020.

Tra i prodotti che incarnano questa politica commerciale, c’è sicuramente Ufeel, smartphone dual sim presentato a Barcellona nel corso dell’ultimo MWC.

Dalle dimensioni compatte (143×70.7×8.55 mm) è costruito con materiali di qualità, ha un design elegante ed un prezzo basso che lo rendono particolarmente attraente, nonostante una dotazione hardware che avrebbe potuto osare di più.

Nella confezione di vendita, oltre il telefono, trovano posto gli adattatori per le SIM telefoniche, un alimentatore per la ricarica e cuffie in-ear di discreta qualità.

I materiali come detto sono al top: frame in metallo lunghi i bordi, vetro stondato, cover posteriore intercambiabile con effetto velluto.

Al di sotto dello schermo è presente un unico tasto centrale fisico con sensore per l’impronta digitale, abbastanza preciso e con la possibilità di personalizzare fino a 5 impronte digitali con 5 diverse azioni. Led di notifica posto nella parte alta, tasto power e bilanciere del volume sulla destra, in alto jack audio da 3.5 mm. L’altoparlante di sistema è sul retro, una scelta costruttiva che implica effetto soppressione quando il device viene poggiato su di una superficie morbida. Molto potente il feedback della vibrazione.

Il display è un pannello IPS da 5 pollici HD con una resa dei colori discreta. Gli angoli di visuale sono buoni con i neri che tendono però leggermente al grigio. Grazie alla funzione “Miravision” è possibile tarare a piacimento i colori e la saturazione dello schermo. La risposta del touch risulta abbastanza reattiva ma non precisissima, il che porta a perdere tocchi sul display o a dover premere con più energia.

Sotto il cofano troviamo 3 GB di RAM, una GPU Mali T720 e un processore Mediatek MT6735 quad-core A-53 alla frequenza di 1.3 GHz. Una dotazione non bastevole per la gestione simultanea di più applicazioni, e, infatti, durante la nostra prova, si sono verificati spesso micro-lag ed impuntamenti. La memoria interna è di 16 GB espandibili grazie a microSD.

Il sistema operativo è Android, nella versione 6.0. L’interfaccia utente scelta da Wiko non convince del tutto, la mancanza del menù applicazioni, che va aggiunto manualmente, si fa sentire, le gesture con la pressione dell’unico tasto sono invece implementate alla perfezione.

Molto buono l’audio durante le telefonate sia in entrata che in uscita, il vivavoce invece risulta un po’ basso. Per quanto riguarda la connettività, sono presenti 4G LTE, con switch a caldo del segnale dati tra le due sim, WI-FI 802.11b/g/n, che ha qualche incertezza a distanze elevate, e Bluetooth 4.0 con A2DP. Nessun problema nell’aggancio dei satelliti da parte del GPS.

Il comparto fotografico vede la presenza di una fotocamera posteriore da 13 megapixel, che in condizioni di luce normale riesce a fare il proprio dovere con qualche piccola sbavatura, mentre di notte ha maggiori incertezze, nonostante il flash led. Quella anteriore non entusiasma sia per foto che per video. L’interfaccia invece è ben strutturata con la possibilità di impostazioni completamente manuali.

La batteria non removibile da 2500 mAh, facendo un utilizzo intenso del telefono, riesce ad arrivare a fine giornata con qualche piccolo sforzo.

Wiko Ufeel si trova in vendita intorno ai 170 euro, un prezzo davvero interessante che giustifica qualche défaillance, in vero percepibile, soprattutto, da chi è abituato ad utilizzare top di gamma.


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