GALIGANI. Intralot e Nazionale, “scommettiamo” sull’autogol?

GALIGANI. Intralot e Nazionale, “scommettiamo” sull’autogol?

GALIGANI. Intralot e Nazionale, “scommettiamo” sull’autogol?

Dal sito ufficiale della Federcalcio, è scomparsa, per incanto, la  foto che ritrae l’allenatore della nostra nazionale di calcio, Giampiero Ventura, immortalato tra due rappresentanti della Intralot.  Il network multinazionale, uno dei maggiori concessionari di scommesse e giochi on line, in Italia, che è recentemente divenuto il Premium Sponsor (sic!) delle nostre nazionali di calcio. Dopo le contestazioni sulla bontà di quell’accordo, piovute da più parti, qualche dubbio deve essersi evidentemente incuneato anche nella mente di Carlo Tavecchio. Ma tant’è, lui è abituato alle bucce di banana.

Un accordo inaccettabile secondo quanto asseriscono i parlamentari Franco Mirabelli e Stefano Vaccari, senatori Pd. Rispettivamente capogruppo dei democratici in Commissione Antimafia, l’uno e firmatario del decreto legge di riordino dei giochi e responsabile del comitato della stessa commissione sul gioco legale ed illegale, l’altro.

Chiedono alla Federcalcio di fare dietrofront dinanzi a questa scelta definita scellerata. In effetti è risultato piuttosto ridicolo quanto asserito in conferenza stampa di presentazione dal direttore generale della Figc Michele Uva. L’accordo sarebbe stato sottoscritto con l’intenzione di creare un percorso socio educativo per combattere la ludopatia. Una dichiarata affinità di valori che pur raschiando, alla ricerca di profonde verità, è impossibile riscontrare.

Un po’ come allearsi con il lupo per educarlo a non fare un solo boccone di cappuccetto rosso, è stato asserito dai due parlamentari del Pd.

Esistono infatti validi motivi comportamentali ed etici che contrastano con la decisione di affiancare Intralot alla maglia azzurra. La grandissima visibilità della nostra nazionale di calcio è in aperta contraddizione con la proibizione della pubblicità dei giochi sugli schermi televisivi. Associarsi a certi marchi mal si coniuga con la lotta che stanno conducendo lo Stato contro il gioco d’azzardo illegale, al contenimento del gioco d’azzardo legale, al contrasto delle dipendenze.

L’elogio di Carlo Taveccio alle attività sociali nella promozione della cultura della legalità e per la diffusione di comportamenti consapevoli all’interno del mondo del calcio sa soltanto di frasi fatte, di ridicola aria fritta.

Rimane poi alquanto difficile comprendere il senso delle parole di Guglielmo Angelozzi, amministratore delegato del gruppo Gamenet. Sostegno agli azzurri per ribadire l’orgoglio di essere italiani. Per esprimere la vicinanza al mondo dello sport e del calcio. La vicinanza alla nazionale di calcio per condividere spirito di squadra, onestà, rispetto e ricerca dell’intelligenza.

Dovrebbe impegnarsi e non poco Angelozzi per illustrare il significato semantico del messaggio che ha inteso trasmettere. Per dimostrare che chi è dipendente dal gioco e dalle scommesse, per una propria debolezza caratteriale e mentale, sia una persona rispettosa di se stessa e del prossimo. Che sia intelligente, consapevole e responsabile.


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