Pianura, disabile prigioniero delle auto in sosta selvaggia

Pianura, disabile prigioniero delle auto in sosta selvaggia

Pianura, disabile prigioniero delle auto in sosta selvaggia

Ogni mattina quando esce di casa deve superare ostacoli insormontabili. Non si tratta di una montagna da scalare, ma dei passaggi destinati a chi ha problemi di deambulazione, che sono puntualmente occupati da auto in sosta selvaggia. E’ il calvario quotidiano di Victorio Tortorella (nella foto), 29 anni, affetto da distrofia muscolare. Il giovane vive a Pianura, le cui strade sono diventate impraticabili per chi, come lui, si muove in carrozzella. «Ormai è una condanna – commenta con amarezza Victorio – le strade più a rischio per me e per tanti altri disabili sono via Campanile e via Provinciale. Qui ci sono vetture in sosta a ogni ora, a partire dal mattino. Vetture che, ovviamente, non ci permettono di attraversare le zone a noi riservate. E, come se non bastasse, i passaggi per i portatori di handicap sono danneggiati oppure non a norma». Vane le segnalazioni inviate agli uffici competenti da Victorio e dalla sua famiglia. Specie alla polizia municipale, che «a Pianura è totalmente assente», tuona il giovane. «Senza contare la zona antistante la stazione della Cumana La Trencia – continua Tortorella – dove, ogni volta che devo entrare, mia madre è costretta a prendermi in braccio oppure io stesso devo muovermi con i piedi, cosa che mi è praticamente impossibile, essendo su una carrozzella». Una vergogna che si consuma, ogni giorno, tra le strade del quartiere di Napoli ovest, come denuncia Luisa Iodice, del Comitato Pianura Presente: «Abbiamo protocollato documenti e denunce pochi giorni fa agli uffici competenti del Comune, del sindaco e dell’assessore alla Polizia municipale Alessandra Clemente, oltre che alla nona Municipalità – spiega – corredando il tutto da foto più che esaustive sui disagi creati ai cittadini come Victorio. Ma non solo. Perché gli ostacoli ci sono anche davanti alle scuole ogni mattina. Quello che ci preme è sottolineare che non vogliamo fare battaglie sterili. Chiediamo solo di rispettare un diritto e verificare i pericoli per i disabili».

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