Multe in arrivo per i genitori che vanno a prendere i figli in ritardo all’asilo

Multe in arrivo per i genitori che vanno a prendere i figli in ritardo all’asilo

Multe in arrivo per i genitori che vanno a prendere i figli in ritardo all'asilo

I genitori, sbadati o poco puntiali, che ritardano quando si tratta di andare a prendere i figli all’asilo, rischiano fino a 40 euro di multa. Come riferisce studiocataldi.it, il primo caso del genere si è registrato registra all’asilo nido di san Vendemiano, un piccolo comune di diecimila abitanti in provincia di Treviso.

Il consiglio comunale ha deliberato, infatti, una decisione che sta facendo molto discutere: quella di mettere multe salatissime a chi arriva a prendere in ritardo i figli: dai 10 ai 40 euro a seconda del ritardo. Il massimo della tolleranza sarà di soli cinque minuti. Non solo, le multe ci saranno anche per i genitori che porteranno i bambini in anticipo al mattino.

Le nuove sanzioni sono via via crescenti con multe che partono da dieci euro per chi arriva entro i 29 minuti di ritardo e che salgono a venti euro dopo la mezz’ora. Per i casi estremi in cui ci si dimentica addirittura di prendere i bambini, collezionando un ritardo superiore ad un’ora, la multa ammonterà a 40 euro. Saranno ammesse deroghe, sia all’ingresso che all’uscita, ma soltanto, prevede il nuovo regolamento varato dal comune del Trevigiano, se ci sono diverse famiglie ad avere la medesima esigenza. Il prolungamento di orario, ovviamente, sarà conteggiato a parte, alzando l’asticella della retta mensile.

La misura dovrebbe essere un deterrente per i genitori ritardatari cronici che con il loro comportamento costringono le maestre a restare per accudire i piccoli anche fuori dall’orario di lavoro, non coperto dallo stipendio.

Punire le dimenticanze di genitori troppo presi dalle quotidianità e troppo indaffarati per arrivare puntuali a prendere i loro bambini servirà ad evitare che il nido diventi un “parcheggio” senza regole? Intanto, la scelta del comune trevigiano ha suscitato diverse polemiche tra chi la ritiene un modello da seguire e da applicare in altre realtà italiane e chi invece vi vede un ulteriore ostacolo alla conciliazione dei tempi lavoro/famiglia.


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