Napoli. No al deposito giudiziario nell’ex parcheggio, barricate di cittadini e Municipalità

Napoli. No al deposito giudiziario nell’ex parcheggio, barricate di cittadini e Municipalità

No al deposito giudiziario nell'ex parcheggio, barricate di cittadini e Municipalità

«Ancora una volta il Comune di Napoli ha dato prova che sulle esigenze dei cittadini della sesta Municipalità ha i paraocchi. Non si è tenuto conto della nostre richieste e dei danni che provocherà al chiusura del parcheggio Napolipark e l’apertura di un deposito di motorini sequestrati». Va giù duro Carmine De Falco, consigliere Pd alla sesta Municipalità, che ieri mattina ha partecipato all’ennesimo sit-in contro la trasformazione del vecchio parcheggio comunale di via Argine in un deposito giudiziario. Una battaglia che stanno conducendo da oltre due mesi sia i residenti che il Consiglio di quartiere, le cui richieste tuttavia sono rimaste inascoltate. «Abbiamo tentato di nuovo un atto di forza per bloccare questo provvedimento – spiega De Falco – ma siamo consapevoli che oramai è inutile. il sindaco Luigi de Magistris e la sua amministrazione non hanno tenuto conto delle nostre istanze come territorio. Oggi faremo un altro tentativo per impedire l’apertura del deposito giudiziario, poiché il danno più grande per i cittadini sarà che viale Margherita sarà invasa dalle auto in doppia fila, non essendovi più il parcheggio di via Argine aperto e che aumenterà il rischio di incendi data la presenza di moto sequestrate nel deposito, che è vicino a scuole, conventi e abitazioni private». Per il consigliere municipale di Area Popolare Gianluca Maglione: «Nonostante gli impegni presi dall’amministrazione circa la revoca della chiusura della struttura comunale, che giova ricordare è un bene comune e ricopre un servizio pubblico per l’intera Municipalità, da domani chiuderà il parcheggio pubblico di via Argine. Scelta fortemente contestata da Municipalità e cittadini, che ancora una volta subiscono scelte prese dall’alto senza alcun confronto con la realtà delle periferie, che vengono ricordate solo in campagna elettorale».

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