Serie A. La classifica degli allenatori: i migliori e i peggiori alla sosta

Serie A. La classifica degli allenatori: i migliori e i peggiori alla sosta

Serie A. La classifica degli allenatori: i migliori e i peggiori alla sosta

(di LUIGI CAPASSO)

Il gioco di Sarri, gli equilibrismi di Allegri, il coraggio di De Boer, la corsa di Maran, la lucida follia di De Zerbi: ecco il pagelle degli allenatori alla vigilia della sosta del campionato di serie A.

1) INZAGHI 8,5. E chi l’avrebbe detto… Simone se ne sta beato nella parte alta della classifica pur avendo iniziato la stagione da rincalzo di Bielsa. Richiamato da Lotito che lo voleva in esilio a Salerno ha saputo trarre il meglio da ciò che ha, soprattutto da un più costante Felipe Anderson trasformato in esterno con ottimi risultati. Ha rigenerato anche Immobile dopo due stagioni non proprio da incorniciare. 

2) SARRI 8. Poteva essere l’unico allenatore imbattuto alla sosta, ma il black out in trasferta contro l’Atalanta e il successivo infortunio di Milik in nazionale rischiano di ridimensionare le sue ambizioni. Il suo Napoli gioca alla perfezione e strada facendo ha risistemato la difesa. 

3) MARAN 7,5. Bello il Chievo che corre tantissimo e sa stare stretto. 4-3-1-2 con Birsa tra le linee che si accende e si spegne, ma il concetto è chiaro. la salvezza arriverà facilmente, l’idea di gioco c’è e la squadra riconfermata quasi in blocco dà assoluta affidabilità.

4) RASTELLI 7. Fattore campo a go-go. In casa il suo Cagliari ha fermato la Roma e travolto Atalanta, Sampdoria e Crotone, anche sotto il profilo del gioco. Per la neopromossa affermarsi in trasferta non è facile, ma non sempre ha demeritato. Buone idee e un Borriello rigenerato lo porteranno alla salvezza. 

5) DE BOER 7. Disastroso contro il Chievo, preoccupante nelle altre partite. C’è del fuoco che cova sotto la cenere, non è tipo da tutto e subito, ma quantomeno ha avuto il coraggio di mettere Brozovic in disparte (non l’ultimo arrivato) e cambiare Kondogbia dopo 28’ perché non rispettava le consegne. Difesa da risistemare, anche se Ranocchia appare rigenerato. Coraggioso e con la società dalla sua parte. 

6) ALLEGRI 6,5. La sua Juventus costruita per vincere sta facendo quello che deve fare, ad eccezione di Milano, quando ha perso contro l’Inter. deve trovare equilibrio a centrocampo, dove i ricambi hanno caratteristiche troppo differenti dai titoli e rischiano di cambiare volto alla squadra ad ogni modifica. Il gioco non è esaltante, ma Higuain la mette dentro anche a Torino e risolve tutti i problemi.

7) JURIC 6,5. Non complicare le cose semplici, ma qualche volta bisogna pur provarci. Al di là delle distrazioni, il suo Genoa imposta troppo la partita sull’avversario, pur scendendo in campo con un 3-4-3 di base di natura offensiva. Così facendo, però, ha perso una sola volta contro il Sassuolo in trasferta. 

8) MONTELLA 6,5. La rosa è quella che è, forse troppo giovane e con qualcosina da mettere a centrocampo. Sa gestire Bacca e ha dato un’identità al Milan che nella passata stagione non l’ha mai trovata. Squadra un po’ sbarazzina, ma dopo anni finalmente si vede un progetto tattico dal quale partire.  

9) DE ZERBI 6,5. Sta provando a dare identità a una squadra che quando fa qualcosa di buono sembra andare oltre i suoi limiti. Già accettare una situazione del genere era una follia, arrivare a gestirla lo è ancora di più. De Zerbi ci sta provando e i segnali sono positivi.  

10) MIHAJLOVIC 6,5. Nelle ultime 4 partite non ha mai perso e subito solo 2 gol. Sta trovando la solidità che cercava e le due vittorie interne di fila contro Roma e Fiorentina lo hanno rilanciato definitivamente.

11) SPALLETTI 6. La sua Roma vive di impulsi. Ha il grande merito di aver risollevato Dzeko, ma è vero che soffre Totti, al di là delle apparenze. Deve trovare equilibrio e insegnare ai suoi di non essere approssimativi nell’uno contro uno in fase difensiva sugli esterni.

12) GASPERINI 6. Ha vinto due partite consecutive e ha avuto il coraggio di stravolgere tutto contro il Napoli. Alla lunga avrà bisogno dei senatori, per adesso ha lanciato un segnale allo spogliatoio forte e chiaro.

13) DONADONI 6. Buona l’idea di far svariare Verdi che si sta esaltando in questa prima fase di stagione, piace anche Destro nei movimenti e nella sicurezza. Senza Diawara ha trovato ugualmente equilibrio in mezzo al campo, ma il suo Bologna è solo un po’ più statico. Squadra accorta, ma da migliorare.

14) ODDO 6. Ha vinto una sola partita e a tavolino, ma vuoi mettere il gioco brillante del Pescara nei primi tempi con quello noioso di altre formazioni? Questa è una classifica per allenatori e Oddo sta dimostrando di saperci fare. Se avesse calciatori più precisi sotto rete avrebbe una classifica differente. 

15) DI FRANCESCO 6. Paga lo scotto dei preliminari e lo farà fino al termine della stagione. Ha in Defrel l’uomo che toglie le castagne dal fuoco e in Berardi il talento che deve trascinare un po’ di più i suoi compagni. 

16) PAULO SOUSA 5,5. Una sola sconfitta per la sua Fiorentina contro la Juventus, ma la squadra di inizio anno della passata stagione è solo un ricordo. 

17) GIAMPAOLO 5. La classifica sarà anche bugiarda perché la Sampdoria che in diverse occasioni non meritava di perdere, ma una soluzione per risalire la china deve trovarla, soprattutto per lasciare meno isolati Quagliarella e Muriel in avanti. Ha grosse lacune in organico, anche nelle alternative. 

18) MARTUSCIELLO 5. Corsi raramente sbaglia allenatori. Eppure stavolta c’è qualcosa che ancora non quadra, come se non si riuscisse a trovare il giusto equilibrio tra i desiderio di fare e la sua realizzazione. 

19) IACHINI 4,5. Ha impressionato tutti nelle prime partite, poi la sua squadra ha perso di identità. Come se gli avversari avessero trovato le contromisure e lui si sia fatto dare scacco matto. Sostituito da Delneri.

20) NICOLA 4. Non solo il Crotone non è una squadra da serie A, ma al contrario di formazioni neopromossa come Pescara e Cagliari gioca anche male. Destinato a retrocedere. 


ULTIME NEWS