Sgombero campo rom di Ponticelli, è scontro tra Comune e Comitati

Sgombero campo rom di Ponticelli, è scontro tra Comune e Comitati

Sgombero campo rom di Ponticelli, è scontro tra Comune e Comitati

«Centinaia di bambini che vedono a rischio la scuola, il tetto e la vita». E’ il grido d’allarme del Comitato Campano con i rom, che ieri è stato al fianco dei nomadi per lo sgombero del campo di via Virginia Woolf a Ponticelli. Insieme a rappresentanti di associazioni, centri sociali e gruppi attivi per il riconoscimento e la difesa dei diritti delle popolazioni rom il Comitato ha espresso una «forte preoccupazione e indignazione per gli sgomberi programmati a breve scadenza»: dopo Ponticelli, toccherà infatti a Gianturco in via delle Brecce a Sant’Erasmo entro il 20 ottobre. «Una popolazione di circa 2mila rom verrà così messa sul lastrico senza alternative abitative, in spregio della protezione internazionale delle minoranze e delle strategie europee e nazionali che prevedono percorsi di inclusione sociale orientati al superamento della “forma emergenziale”. Il j’accuse del Comitato è soprattutto contro il Comune, colpevole di «un grave ritardo nelle politiche sociali». Secondo gli attivisti viene così «vanificata l’opera di inclusione sociale, tutela dei diritti, scolarizzazione e cura della salute che da anni viene portata avanti con le comunità rom. Non si possono inoltre ignorare gli interventi sprezzanti del presidente della Regione Vincenzo De Luca nei confronti dei rom. Nè si può non rilevare un attivismo della Procura della Repubblica partenopea che nei mesi scorsi è intervenuta per richiedere lo sgombero dei campi rom di Gianturco e Ponticelli, senza preoccupazione per sistemazioni abitative alternative, per la riaffermazione delle proprietà private dei suoli e per la difesa delle condizioni igienico-sanitarie». Sulla questione interviene il consigliere municipale Gianluca Maglione: «La necessità di procedere allo sgombero del campo rom di via Woolf è da tempo sostenuta dalla Municipalità che ha denunciato più volte le precarie condizioni igienico-sanitarie in ci versa l’area con gravi pericoli per la salute pubblica e l’atavico problema dei fumi nocivi provenienti dal campo».

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