Picchiata in pubblico da una compagna di scuola: il video shock su Facebook

Picchiata in pubblico da una compagna di scuola: il video shock su Facebook

Umiliata e picchiata in pubblico: il video shock su Facebook

E’ finita sul tavolo della procura dei minori di Cagliari, e con l’identificazione di tutti i presenti da parte dei carabinieri, l’episodio di bullismo filmato accaduto qualche giorno fa all’uscita dell’Istituto Enogastronomico di Muravera (Ca) e postato ieri pomeriggio intorno alle 16 su Facebook che, nel giro di qualche ora, è diventato virale con oltre tre milioni di visualizzazioni, 64mila condivisioni e oltre 2.300 commenti.

Un video di tre minuti che immortala una bulla di circa 16 anni che affronta una compagna all’uscita da scuola e le chiede spiegazioni su una foto postata sul social di fronte ad oltre trenta compagni che, tra risate e urla di incitamento, circondandola, assaporano la violenza esplosiva della compagna.

La vittima tenta una timida difesa, una giustificazione, mentre la bulla incalza e la colpisce con una sberla, sempre più forte del gruppo che la esalta, mentre uno filma la scena. Gli altri ridono.

Il video è stato postato su Facebook da una ragazza per denunciare l’episodio e rompere il muro di silenzio: “Questo è ciò che è accaduto all’uscita di scuola qualche giorno fa. I protagonisti sono i ragazzi dell’enogastronomico di Muravera. Mi stupisco di come le persone presenti nel video non abbiamo avuto neanche il coraggio di intervenire. Rimango veramente allibita dall’ignoranza di certi elementi che sfortunatamente nel 2016 esistono ancora. Certi avvenimenti dovrebbero essere immediatamente segnalati al fine di tutelare i diritti della ragazza”.  

Immediata la decisione della procura dei minori di Cagliari e dei carabinieri della Compagnia di San Vito (Ca) di acquisire il video  avviare le indagini per fare luce sull’episodio. “Voglio sapere di questa storia, c’era la faccia, e c’era la foto mia?”, chiede la bulla alla vittima che negando tenta una timida giustificazione, e giù una sberla. “Mettete la foto”, dice rivolta al branco che assiste e continua ridere. Poi le minacce di morte, sia alla vittima che ad un’altra ragazza: “Non voglio più vedere la tua faccia. Non voglio nemmeno i carabinieri in mezzo, che giuro che vengo a casa tua e ti ammazzo, nel vero senso della parola”.  

Poi l’umiliazione “mi devi chiedere scusa davanti a tutti”, le intima la bulla mostrandole il branco con l’indice. La vittima chiede scusa, ma evidentemente non le è sufficiente e ordina di dirlo “a voce più alta” per ben tre volte. Poi le impone di mettersi in ginocchio. Fuori campo si sente la voce di un ragazzo che dice: “No, M. se glielo fai fare, giuro, ti picchio io. Veramente”. La bulla forse paga della sua violenza ordina alla ragazzina di andare via: “Min… ora viaggia più avanti di me perché… cammina vai vai”.

La vittima si incammina sommersa da urla selvagge, fischi e insulti: “O’ loffia, o soggetta” (stupida in sardo) e ricoperta di vergogna. Una scena triste con la ragazza che piange e ha dietro il branco che la ingiuria selvaggiamente e la segue, come a volerla lapidare. Ha di fronte una strada che sembra non finire mai. L’episodio è finito quindi sul tavolo della procura dei minori. Ora i carabinieri, che hanno già identificato numerosi presenti, stanno per chiudere il cerchio per stabilire la data e le motivazioni dell’aggressione. Intanto la bulla ha cancellato la sua pagina Facebook.  


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