Alfano: “Omicidi in calo a Napoli, ma per le stese la gente non collabora”

Alfano: “Omicidi in calo a Napoli, ma per le stese la gente non collabora”

Alfano: "Omicidi in calo a Napoli, ma per le stese la gente non collabora"

C’e’ un calo dei reati e anche degli omicidi tra Napoli e provincia. Ma la collaborazione della gente con le forze dell’ordine sembra ancora avere dei limiti; se per il sequestro di scooter e moto, che degli agguati e delle ‘stese’ (raid a scopo dimostrativo con colpi di arma da fuoco esplosi in aria a scopo dimostrativo, ndr.) sono strumenti fondamentali, si registra apprezzamento e aiuto dei cittadini, proprio per le ‘stese’ la denuncia e la testimonianza della gente dei quartieri interessati viene meno. E’ in sintesi il bilancio di una riunione tecnica in prefettura a Napoli con le forze dell’ordine che il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, traccia per i giornalisti. “Il sequestro dei motorini sembra cosa di poco conto – premette Alfano – ma in realta’ i reati, dagli agguatio alle stese, avvengono su due ruote. E’ allora un segnale molto forte e non occasionale che in un mese ci siano state 1.433 persone controllate e 623 motorini sequestrati”. Alfano anticipa anche dati non consoliditi registrati dal Viminale nei primi 8 mesi dell’anno, dal primo gennaio al 31 agosto. “C’e’ un calo dei reati del 7% a Napoli e provincia – dice – i furti con strappo o destrezza e le rapine segnano -10% e le rapine in casa sono scese del 27% a Napoli e del 49% in provincia”. La “nota dolente” e’ ancora quella degli omicidi, “sempre cresciuti negli anni passati”, ma che ora hanno cifre diverse. “Tra l’analogo periodo del 2015 e i primi otto mesi del 2016 sono diminuiti del 12/13% – scandisce il ministro – cioe’ erano 59 nel 2015 e sono 51 sinora. Non ci accontentiamo, ma c’e’ una inversione di tendenza. Ho percepito dagli inquirenti soddisfazione per il lavoro svolto”. Certo, le fibrillazioni in alcuni quartieri di Napoli confermano “un momento di contesa tra clan per le piazze di spaccio e la ricerca di nuovi equilibri tra le cosche che determina alleanze molto labili e mutevoli”. Nel sequestro dei motorini, pero’, sottolinea Alfano, “per la prima volta siamo stati applauditi, c’e’ consenso, aiuto e favore per le forze dell’ordine che si sono sentite sostenute dalla gente per strada”. Discorso diverso sulle ‘stese’, perche’ “c’e’ un clima sociale di poca collaborazione”. Quanto alla percezione di poca sicurezza della gente, il titolare del Viminale la lega alla “enfatizzazione del negativo”, laddove invece ci sono state “operazioni importanti che impattano anche sull’opinione pubblica”, come il sequestro del ‘tesoretto’ a un narcos del clna Contini o il recupero di due van Gogh a Raffaele Imperiale, a capo di un traffico di cocaina per contro della camorra, ora a Dubai, per l’estradizione del quale il quale il ministro Orlando “e’ gia’ attivo e solerte”. “Monitoriamo tutti gli effetti dell’arresto dei leader di camorra – insiste Alfano – e non diamo tregua ai loro aspiranti successori. Baby gang e ‘stese’ sono la conseguenza paradossale dei successi di forze dell’ordine e magistratura. La questione ‘stese’ investe la riorganizzazione dei clan, le loro alleanze variabili e la collaborazione debole dei cittadini”. Quanto all’Esercito, continuera’ a fornire presidi fissi, “per non militarizzare la citta’ e per liberare risorse delle forze dell’ordine per pattugliamento”. La videosorveglianza nella prevenzione dei reati gioca un ruolo di primo piano e rispetto alla programmazione fatta, “con la Regione tutto sta procedendo per il meglio”. Su altri sistemi di telecamere, ironizza, “gli indici di funzionamento oscillano come le borse mediorientali, per scadenza contratti e pastoie burocratiche. Faremo un punto nelle prossime settimane”.


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