Delitto di Agerola. Morte in diretta: pizzaiolo incastrato dalle telecamere

Delitto di Agerola. Morte in diretta: pizzaiolo incastrato dalle telecamere

Morte in diretta: pizzaiolo incastrato dalle telecamere

Ha premuto sull’acceleratore con l’intenzione di uccidere l’uomo che riteneva la rovina del suo matrimonio. Ne è convinta il pm Mariangela Magariello della Procura della Repubblica di Torre Annunziata che ha firmato il decreto di fermo a carico di Antonio Acampora, il 47enne di Agerola che alle 9.30 di martedì 25 ottobre ha travolto con la sua Polo bianca Gennaro Medaglia, da tutti conosciuto come Rino, 58 anni, geometra del Comune. Acampora non aveva nè bevuto, nè assunto droghe. Ora è in carcere, all’esito delle indagini-lampo dei carabinieri della locale stazione e del nucleo operativo della Compagnia di Castellammare, agli ordini del maggiore Donato Pontassuglia. L’accusa è pesantissima: omicidio volontario aggravato dalla premeditazione. A incastrare il pizzaiolo Acampora, che lavorava come stagionale in un locale di Positano, ci sono le immagini riprese da sei telecamere di videosorveglianza- 3 dell’impianto pubblico e 3 private- che hanno immortalato la sequenza da più punti di osservazione. Il geometra era appena uscito dal bar Jeko, in via Antonio Coppola nella frazione di San Lazzaro, dove si fermava ogni giorno alla stessa ora. Un’abitudine molto probabilmente conosciuta da Acampora. Mentre Medaglia attraversava la strada, dava le spalle alla Polo guidata dal pizzaiolo che ha fatto una leggera deviazione a destra e lo ha centrato in pieno. Il corpo di Medaglia è schizzato all’indietro, frantumando il vetro anteriore dell’auto. Impatto che non gli ha lasciato scampo. Lo schianto  ha provocato il trauma cranico con una pesante emorragia cerebrale. E’ morto intorno alle 15 all’ospedale San Leonardo di Castellammare, dove i medici non sono riusciti a salvarlo nonostante l’intervento chirurgico a cui era stato sottoposto. Tra i due non correva buon sangue. Medaglia aveva querelato Acampora e due suoi fratelli per una serie di minacce. Denunce poi ritirate. Ad alimentare l’acredine c’era il sospetto che Medaglia – sposato e con due figli Carlo e Bianca – avesse da anni una relazione con la moglie del pizzaiolo, che lavora come donna delle pulizie al Comune. Voce assai diffusa nel paese di 7mila anime. Marito e moglie si erano lasciati dal 2012, ormai erano a un passo dal divorzio. Il pizzaiolo era tornato a vivere con la sua famiglia d’origine nella frazione Ponte. Non avrebbe mai digerito nè la separazione, nè quella relazione extraconiugale. I tentativi di riavvicinamento e di chiarimenti con la moglie e lo stesso Medaglia potrebbero essere testimoniati dallo scambio di chiamate e messaggi tra i tre. E’ per questo motivo che il Pm ha disposto una perizia sui tre telefoni cellulari che sono stati sequestrati. L’incarico verrà dato oggi pomeriggio. A mezzogiorno, invece, ci sarà il conferimento dell’autopsia ai medici legali che potrebbero eseguirla entro la serata. Passaggio obbligato per poter restituire la salma alla famiglia Medaglia, chiusa nel suo dolore nella casa di via Francazza, e celebrare i funerali. Acampora sarebbe potuto fuggire all’estero, secondo l’accusa, perché da stagionale aveva l’abitudine di fare un viaggio proprio in questo periodo. Al momento non è stato ancora ascoltato dagli inquirenti, potrà esserlo al momento della convalida del fermo.


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