Torre Annunziata. Strangolò la madre sul letto, Villani condannato a 7 anni

Torre Annunziata. Strangolò la madre sul letto, Villani condannato a 7 anni

Torre Annunziata. Strangolò la madre sul letto, Villani condannato a 7 anni

Strangolò la madre perché stanco di sentirla lamentare. Vincenzo Villani, 51enne di Torre Annunziata, dovrà scontare 7 anni di reclusione per l’omicidio della mamma avvenuto il 18 maggio del 2013. Ad arrestarlo, nella giornata di ieri, i carabinieri della stazione di Trecase, agli ordini del maresciallo Antonio Tiano, coordinati dal capitano Andrea Rapone, che gli hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il 51enne è stato così arrestato e portato al carcere di Poggioreale. Nel corso del processo, è emerso che Giuseppina Portanova, la madre di Vincenzo Villani, morì per strangolamento. Giunge all’epilogo una drammatica vicenda familiare consumatasi tra le mura domestiche. Protagonista il 51enne che, colto da un raptus di follia, strangolò la madre all’epoca 88enne, da tempo malata e costretta a restare a letto. Un sabato, quel 18 maggio del 2013, di pura follia nella periferia di Torre Annunziata, al confine con il comune di Boscotrecase. Ora dovrà scontare 7 anni di carcere per un delitto che lui stesso ha maledetto un attimo dopo averlo commesso. Vincenzo era conosciuto e voluto bene. Da piccolo faceva il chierichetto. «Non mancava mai ad una messa», hanno detto alcuni testimoni. Eppure, qualcosa scattò nella sua mente. Una molla omicida che lo spinse a togliere la vita all’unica donna alla quale si sentiva davvero legato. Anche il suo avvocato ha parlato di rapporto quasi morboso. Da qualche tempo, però, era riuscito a crearsi una vita privata con una donna che si occupava di accudire la madre Giuseppina. Ed fu proprio lei – secondo quanto emerso in aula – a sorprendere il suo uomo mentre aveva appena strangolato la mamma. Il 51enne si trovava ancora accovacciato su di lei mentre si guardava le mani. Quelle mani che avevano messo fine alla vita della mamma e al suo futuro. Giuseppina era vedova da diversi anni. Suo figlio era diventato l’unica persona sulla quale poter contare. La malattia l’aveva costretta a stare a letto. I dolori non le davano mai pace. Giorno e notte. Per Vincenzo era un calvario. Un tormento non poter fare abbastanza per lenire le sue sofferenze. Per di più, da circa un mese aveva perso anche il lavoro nel cimitero di Trecase. Pochi soldi ma sicuri. Una somma che gli consentiva di assicurare le cure alla madre. La disperazione, seguita ad un inizio di profondo sconforto e la tragedia. Dalla disperazione alla follia omicida. Una follia che gli è costata 7 anni di reclusione che, da ieri, sconterà al carcere di Poggioreale. 


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