Bebop 2, volare in full-immersion

Bebop 2, volare in full-immersion

Bebop 2, volare in full-immersion. Il sogno di Icaro è diventato realtà

L’azienda francese Parrot, fondata da Henri Seydoux nel 1994, attiva nel settore degli oggetti connessi, dei dispositivi di comunicazione hands-free per la telefonia mobile e dei sistemi di infotainment per auto, è protagonista anche nel mercato, professionale e consumer, degli APR (aeromobili a pilotaggio remoto), noti al grande pubblico come droni.

Con l’obiettivo di offrire una soluzione di volo immersivo alla portata di tutti, Parrot ha da poco messo in vendita un bundle con 3 prodotti altamente tecnologici, facili da usare e da trasportare. Nella confezione, un drone non professionale, Bebop 2, uno Skycontroller 2, il nuovo telecomando Wi-Fi, leggero e compatto con due joystick e pulsanti personalizzabili, e i Cockpitglasses, occhiali visore FPV (First Person View), che, permettono di visualizzare in tempo reale quanto ripreso dal drone insieme a radar e dati telemetrici di volo.

Frutto di una progettazione durata oltre due anni, il Bebop 2 è un multicottero con 4 eliche a tre pale, azionate da motori brushless outrunner, che consentono una velocità orizzontale massima di 60 km/h, di 21Km/h in verticale, e di resistere a un vento a sfavore di 63 km/h. Molto reattivo, stabile e manovrabile, il drone Parrot raggiunge la velocità massima in 14 secondi, frena in 4,5 secondi, e, in meno di 20 secondi, arriva a 100 metri di altezza.

Integra un processore dual-core con GPU quad-core, una memoria flash, per video e foto, da 8 GB, e sofisticati ed efficienti sensori per mantenere sempre il corretto assetto di volo e così consentire, anche ai neofiti, di volare facilmente, senza necessità di training, facendo muovere il velivolo in tutte le direzioni e facendolo ruotare intorno ai tre assi. Numerose le funzionalità implementate per aumentare la sicurezza: spegnimento d’emergenza dei motori, blocco automatico delle eliche in caso di contatto, limitazione dell’altezza e del perimetro di volo e “return home” (grazie al GPS di ultima generazione integrato, il drone ritorna in automatico al punto di decollo).

Dalle dimensioni (38x33x9 cm) e peso (500 g) contenuti, il Bebop 2 è costruito in poliammide PA12, rinforzata con fibra di vetro (20%) e grilamid, che conferisce grande solidità alla struttura. Dei 4 piedini con gomma sagomata a prova d’urto, di cui è dotato, quelli anteriori contengono le antenne Wi-Fi MIMO 2,4 GHz.

Nella prua del drone è inserita una cam con sensore CMOS da 14 Mpx ed obiettivo “Fisheye” Sunny grandangolare da 180°, per video Full HD 1080p a 30 fps e foto (in formato JPEG, RAW o DNG) a risoluzione 3800×3188. Le immagini riprese, di qualità tale da soddisfare anche i video maker più esigenti, sono luminose, prive di distorsioni e stabilizzate digitalmente su 3 assi attraverso potenti algoritmi.

Nella parte centrale del Bebop 2 trova posto la batteria removibile ai polimeri di litio da 2.700 mAh, che assicura un’autonomia è di volo di circa 25 minuti, ricaricandosi in 1 ora scarsa. Nell’estremità posteriore è collocato il pulsante on/off con un potente indicatore luminoso, che lampeggia durante il volo.

Il Bebop 2 è pilotabile, via Wi-Fi, direttamente dallo schermo di smartphone o tablet, iOS e Android, su cui è installata l’app FreeFlight Pro, che dà la possibilità di visualizzare i video in tempo reale, di memorizzare i dati di ogni volo oltre a mettere a disposizione un pannello per settare tutte le impostazioni del drone. In alternativa, o, meglio, in aggiunta, si può usare il compatto e leggero telecomando Parrot Skycontroller 2, che, molto simile a quelli usati per le consolle dei videogiochi, si tiene facilmente tra le mani ed è dotato di due joystick, morbidi e precisi, per controllare velocità, direzione, altitudine. Oltre gli stick, sono presenti una serie di pulsanti e trigger che danno accesso diretto a funzioni ed opzioni, e, racchiuse nel pannello anteriore, le antenne Wi-Fi con un raggio d’azione teorico di 2 km (durante il test abbiamo perso il contatto con il drone prima). In un apposito spazio del controller è poi possibile installare un accessorio porta smartphone/tablet. La batteria al litio integrata nello Skycontroller 2 assicura una autonomia di 240 minuti.

La qualità dell’esperienza di volo aumenta sensibilmente utilizzando i Cockpitglasses, gli occhiali visore FPV (First Person View), che, una volta inserito al loro interno, in un apposito contenitore, uno smartphone con schermo da 4,7 a 5,7 pollici, fanno visualizzare in tempo reale quanto ripreso dalla telecamera del drone, avendo così davanti agli occhi un campo visivo di 90 gradi, quasi ci si trovasse nella cabina di pilotaggio del drone, con una straordinaria sensazione di full-immersion.

Costruiti in materiale plastico, i Cockpitglasses sono molto leggeri e calzano bene sulla testa, grazie a un sistema di cinghie elastiche regolabili, che li tiene aderenti agli occhi non permettendo alla luce di filtrare. Il rivestimento in gomma che poggia sul viso è morbido e non dà fastidio. Le lenti interne di buona fattura, non sono però regolabili, né per adattarsi alla spazio inter pupillare, né in distanza dallo schermo del dispositivo che riceve le immagini. Questa mancanza è colmata in parte dalla gestione via software.

La qualità video dipende dal tipo di smartphone utilizzato. Parrot, per evitare squadrettamenti, perdite di immagine e fastidiosi lag, consiglia di usare device di fascia alta. Durante la nostra prova abbiamo utilizzato un Samsung Galaxy S6, ed in effetti, la visione è stata sempre fluida ed i ritardi praticamente impercettibili.

Nel complesso è stato davvero divertente ed appagante utilizzare il kit della Parrot. Decollo e atterraggio del drone avvengono con estrema semplicità, premendo un pulsante dedicato e, dopo una fase di apprendimento di pochi minuti, si è in grado di assumere il pieno controllo e di volare in tutta sicurezza. L’elettronica a bordo ha sempre svolto egregiamente il proprio compito, garantendo massima stabilità, anche quando ci siamo spinti ad altezze dal suolo superiori ai 50 metri. Unico problema riscontrato è stato il raggio d’azione del collegamento Wi-Fi, che a volte si è interrotto anche quando avevamo a vista il drone (in questi casi si ferma in aria ed attende che il collegamento si ripristini, o, in caso contrario, torna al punto di decollo in automatico).

Da segnalare che la app FreeFlight Pro dà accesso anche ad AR.Drone Academy, la community degli utenti dove è possibile registare e condividere i propri dati di volo e filmati. Dal punto di vista social, c’è la possibilità di uplodare in automatico i video girati su YouTube, oltre che postarli su Facebook e Twitter.

Nelle due possibili varianti cromatiche, bianco-nero o rosso-nero, il kit Bebop 2 FPV è in vendita a 699,90 euro.  Un prezzo non abbordabilissimo per quello che non è comunque un giocattolo. Anzi è bene sapere che, in base al regolamento ENAC, se non si ha un patentino, questo drone non può sorvolare aree abitate e alzarsi oltre i 70 metri d’altezza, e deve restare in un raggio di 200 metri dal punto di pilotaggio.


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