Napoli. Milik: “Spero tornare in campo in primavera”

Napoli. Milik: “Spero tornare in campo in primavera”

Napoli. Milik: "Spero tornare in campo in primavera"

“Quando saro’ sano al 100% e i medici mi daranno l’ok, tornero’, spero possa accadere in primavera”. Arkadiusz Milik, intervistato dal portale polacco “SportoweFakty”, prova a fare una previsione sul rientro a un mese dalla rottura totale del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro rimediata con la nazionale polacca. “Sono situazioni che si verificano spesso durante una partita e nel 99% dei casi si risolvono con una lieve contusione o con nulla – racconta l’attaccante del Napoli tornando sullo scontro con Vestergaard – Mentalmente ora sto sempre meglio ma quando mi hanno detto la diagnosi sono scoppiato in lacrime. Ero depresso ma sono stato sommerso dai messaggi dei tifosi che mi hanno scaldato il cuore e ho voluto iniziare il prima possibile la riabilitazione. Finora sta andando tutto secondo i piani, il ginocchio non mi sta dando grossi problemi, non sta gonfiando ne’ si e’ accumulato sangue. Se ci vorranno altri due mesi non lo so, voglio tornare al piu’ presto possibile ma senza avere fretta, ho una carriera davanti”. Milik rivela che si allena “due volte al giorno e a casa faccio altri esercizi supplementari per rafforzare i muscoli. E quasi ogni giorno vado in bicicletta anche se a un ritmo lento. E’ la fase iniziale della riabilitazione e cerco di fare in modo che tutto vada secondo i piani, le mie giornate sono dedicate agli allenamenti”. A rincuorarlo ci pensano i tifosi e non solo. “Sento il loro sostegno, quello del club, della citta’ e della nazionale polacca, e’ qualcosa di incredibile”. “Il calcio e’ una religione a Napoli – prosegue Milik – e’ difficile muoversi per la citta’ nel pomeriggio. Una volta due scooter mi hanno seguito per cinque chilometri e al primo semaforo rosso mi hanno bussato al finestrino per chiedermi un autografo. Avevo paura che volessero fare qualcosa di diverso… Tutto a Napoli ruota attorno al calcio e alla nostra squadra, spesso i giocatori nemmeno pagano al ristorante: a me sara’ capitato di pagare forse due volte su dieci”. Ma l’attaccante polacco non ha perso la sua umilta’. “Non mi sento la stella della squadra, la stella e’ la squadra intera. Tifosi e allenatori sono felici di me ma non riposero’ sugli allori, vorrei diventare un giocatore e una persona migliore”. 


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