Raid a ristorante giapponese al centro, i commercianti lanciano l’sos: «Continua fenomeno delle spaccate»

Raid a ristorante giapponese al centro, i commercianti lanciano l’sos: «Continua fenomeno delle spaccate»

Raid a ristorante giapponese al centro, i commercianti lanciano l'sos: «Continua fenomeno delle spaccate»

L’uomo che si arrampica sul bancone per svaligiare la cassa ha il capo e il volto coperti dal cappuccio di una felpa. Non si riesce a vedere il viso Sembra giovane a giudicare dal modo in cui si muove con facilità una volta entrato. Ma per fortuna le telecamere installate dagli esercenti hanno registrato ogni singola mossa di chi è entrato, spaccando il vetro della porta d’ingresso, all’interno del ristorante nella notte tra venerdì e sabato scorso. A finire nel mirino dei delinquenti è stato il ristorante giapponese Zen 2 di vico I Quercia, a ridosso di via Toledo. L’ennesimo raid messo a segno da balordi ai danni delle attività commerciali del centro. «Un colpo che arriva dopo un periodo di relativa calma – commenta Rosario Ferrara, presidente del Centro Commerciale Toledo-Spaccanapoli – e ora sono riprese le spaccate notturne. Questa volta ad essere preso di mira è stato il ristorante giapponese in vico I Quercia. I soliti inutili danni. Sempre gli stessi attori. E le forze dell’ordine che brancolano nel buio». Un fenomeno che, negli ultimi mesi, sembrava essersi ridotto. Già altri negozi e ristoranti erano stati svaligiati con la tecnica della spaccata in piena notte o all’alba. E ora si tornano a colpire le attività della centralissima via Toledo e dei vicoli a ridosso. «Si ricomincia o forse non si è mai finito – fa notare Ferrara -. Il centro storico sta vivendo un momento davvero delicato. Abbiamo registrato nelle ultime settimane casi di rapine e aggressioni all’alba tra le cinque e le sette, ai danni di persone che vanno al lavoro. Oramai non si contano più i vari episodi. Lo scorso anno solo nella nostra zona abbiamo subito una ventina di spaccate ai negozi. Poi, dopo un periodo di relativa calma, hanno ripreso. Il fenomeno però è esteso anche ad altre zone della città, come corso Umberto, corso Garibaldi e la Pignasecca. E sempre con lo stesso copione: spaccano la vetrina, portano via il registratore di cassa spesso vuoto o con il fondo cassa, ma a danneggiare gli esercenti sono più i danni prodotti dai criminali. I vetri – spesso antisfondamento – costano intorno ai 600 euro. Quindi è maggiore il danno economico piuttosto che il furto in sé. Le forze dell’ordine posseggono un archivio foto e video prodotto di questi episodi, che un regista potrebbe farne un lungometraggio. Intanto il fenomeno continua», conclude Ferrara. Non commentano i gestori del ristorante, che all’indomani del colpo messo a segno da una banda di ignoti, hanno aperto al pubblico. Nonostante si contino i danni del furto avvenuto sabato notte a pochi passi dalla via principale. Dove, naturalmente, come spesso accade in questi casi nessuno ha visto nè sentito rumori. Eppure, trattandosi di una spaccata, ossia l’irruzione dei ladri all’interno di un’attività commerciale utilizzando uno strumento pesante, qualche rumore avrebbe dovuto essere udito dai passanti che, a quell’ora, di sabato affollano i vicoli del centro storico. «C’è omertà – commenta un esercente lì vicino – perché nessuno si sente tutelato».


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