Honor 8, non occorre svenarsi per un top di gamma

Honor 8, non occorre svenarsi per un top di gamma

Honor 8, non occorre svenarsi per un top di gamma

Grazie ad una strategia di marketing sempre più aggressiva Honor, b-brand della cinese Huawei, è riuscita a ritagliarsi un considerevole spazio nel mercato degli smartphone con prodotti in grado di stuzzicare e incuriosire i potenziali acquirenti. Non è da meno questa ottava incarnazione, che si presenta in rampa di lancio con un comparto tecnico interessantissimo ed un prezzo altamente competitivo.

Il suo design si può definire da urlo, uno dei più belli mai visti, linee morbide e curate in ogni minimo dettaglio.

Leggere curvature ovunque, dal display alla back cover che portano le stondature verso i bordi metallici. Il retro è realizzato interamente in vetro, in un’unica soluzione continua con le due fotocamere incastonate ed una sola eccezione, il sensore biometrico.

Le dimensioni (145.5x71x7.45 mm) e il peso (153 g) permettono di impugnarlo e utilizzarlo facilmente con una sola mano, fattori negativi l’eccessiva scivolosità e la presenza costante di ditate causa vetro. Il display è un IPS LCD da 5.2” con risoluzione FHD (1080×1920 pixel, 402ppi) protetto da un vetro Gorilla Glass 3 non del tutto esente da graffi. La resa cromatica e la visibilità sono buone, anche se sotto luce diretta del sole ma il sensore di luminosità si è dimostrato pigro. È possibile effettuare una regolazione dei colori con varie temperature di tonalità e grazie alla modalità “protezione occhi” si può attivare un filtro per la luce blu, che va ad ingiallire il display facendo sforzare meno gli occhi.

Su schermo troviamo i classici tasti virtuali Android, in alto l’obiettivo della camera frontale, i sensori e il led di notifica RGB incastonato all’interno della griglia auricolare, stilisticamente una scelta impeccabile.

Lungo il bordo destro ci sono il bilanciere del volume e il tasto power, a sinistra il carrello per 2 SIM telefoniche o 1 SIM telefonica più microSD, in basso a sinistra il jack audio da 3.5 mm e a destra lo speaker. Presente anche una porta agli infrarossi che consente l’utilizzo del device come telecomando universale.

Lato posteriore è presente la doppia fotocamera con flash LED e il sensore biometrico, che ha anche funzione di tasto fisico. Essendo cliccabile, infatti, risulta possibile abbinare, oltre allo sblocco con l’impronta, varie gesture o l’esecuzione di determinate applicazioni a seconda della pressione che viene esercitata.

Il processore montato è il collaudatissimo HiSilicon Kirin 950, un octacore con 4 core a 2.3 GHz e 4 a 1.8 GHz, affiancato dalla GPU ARM Mali-T880 e 4 GB di RAM. La memoria interna è disponibile nei tagli da 32 Gb e 64 GB, ulteriormente espandibile via microSD. La dotazione hardware non impatta in modo pesante sull’autonomia, fornendo un bilanciamento perfetto tra velocità e potenza nell’esecuzione delle app. I giochi, grazie alla GPU di ultima generazione, durante il nostro test, hanno avuto dettagli grafici sempre al massimo, ma, nelle fasi più stressanti, a causa anche il retro in vetro, abbiamo notato un eccessivo aumento delle temperature all’altezza del sensore biometrico.

Il sistema operativo è Android, nella versione 6.0 Marshmallow, con interfaccia utente proprietaria EMUI 4.1 (è stata rilasciata in questi giorni la beta pubblica in versione 5.0 su base 7.0 Nougat), ampliamente personalizzabile e caratterizzata dall’assenza del menù delle app. Presente anche una modalità semplificata con un interfaccia essenziali per i poco avvezzi alla tecnologia. Degnaodi nota il cloud Huawei in grado di eseguire un backup completo dei dati presenti sul terminale, dai messaggi alle applicazioni, passando per il registro chiamate.

Fronte audio c’è da segnalare una buona qualità durante le chiamate, si perde qualcosa quando si usa il vivavoce raggiungendo comunque la sufficienza.

Lato connettività entrambe le SIM hanno supporto alla rete LTE e switch a caldo, ci sono anche Wi-Fi dual band 802.11 a/b/g/n/ac e Bluetooth 4.2. Il GPS aggancia velocemente il segnale dei satelliti.

La fotocamera posteriore possiede un doppio modulo (monocromo e RGB) da 12 Megapixel capace di restituire scatti apprezzabili in condizioni ottimali di luce, qualche incertezza al buio con scatti che soffrono di eccessivo rumore. Risulta strana l’impossibilità di avere foto in bianco e nero, avendo a bordo un sensore monocromatico. L’interfaccia risulta semplice ed intuitiva, rivista in meglio rispetto al passato, con l’aggiunta di svariate features tra cui “wide aperture”, che permette la regolazione del punto di fuoco dopo lo scatto. Il massimo ottenibile nell’acquisizione video è il formato FHD a 60 Fps, con dettagli ricchi così come il contrasto. Di buona fattura il sensore frontale da 8 megapixel con ottimi livelli di dettaglio. Presente il filtro bellezza per rendere i selfies più belli.

La batteria integrata è da 3000 mAh con ricarica rapida. I consumi, come detto, sono gestiti a dovere e la nostra giornata tipo, 4 ore abbondanti di schermo, si è conclusa senza patemi.

Honor 8 è un dispositivo compatto, dall’estetica accattivante e con un comparto hardware di primissima scelta, che risulta impossibile definire midrange, ma è da considerare un vero e proprio top di gamma, reso ancora più interessante dal prezzo che on line si aggira intorno ai 340 euro.


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