Moto G4, quarta generazione per un classico della telefonia

Moto G4, quarta generazione  per un classico della telefonia

Moto G4, quarta generazione per un classico della telefonia

Il successo della serie Moto G continua da ormai 4 anni, riscuotendo sempre i consensi della critica.  Prima in mano a Google, ora con Lenovo che prosegue la tradizione dei dispositivi dal prezzo contenuto, in grado però di garantire un’esperienza completa sotto tutti gli aspetti.

Il progetto quest’anno è sdoppiato, consentendo di scegliere tra Moto G4 e Moto G4 Plus, due device praticamente identici sotto il profilo hardware, eccezion fatta per la presenza, nel Plus, del sensore biometrico e di un modulo della fotocamera leggermente più performante.

Dal punto di vista costruttivo ci sono sensibili miglioramenti rispetto al passato, il design è più curato, le linee più morbide con cornici ridotte e spazi sfruttati a dovere. Nella variante nera (è possibile acquistarlo anche in bianco) il vetro frontale è un tutt’uno con la cornice, donando un tocco di eleganza, il bordo laterale è argentato, la back cover è in plastica con effetto vellutato.

Le dimensioni (153×76.6×9.8 mm) e il peso (155 g) sono generose per un dispositivo che ha sempre fatto della compattezza il suo punto di forza, ma non impediscono un confortevole utilizzo con una sola mano.

Una tecnologia avanzata di nano rivestimento crea una barriera idrorepellente e protegge i dispositivi da versamenti di liquidi, spruzzi accidentali o pioggia leggera.

Il display è un FHD LCD da 5.46” (403 ppi) protetto da un vetro Gorilla Glass 3 resistentissimo ad urti e graffi. Discreta la riproduzione dei colori, che tendono ad apparire slavati quando aumenta l’angolo di visione. Ottima la luminosità, che è gestita alla perfezione dal sensore e dona un’incredibile nitidezza cromatica alle immagini. Nelle impostazioni è possibile settare la temperatura del colore in due modalità: “normale” e “vivace”.

I 3 tasti funzione Android sono su schermo, poco sotto, nella versione Plus, è collocato il sensore biometrico. È un piccolo quadratino, che oltre allo sblocco non svolge altre funzioni, è esteticamente bruttino ma particolarmente efficiente. Al disopra del display è posto lo speaker principale, di fianco l’obiettivo della fotocamera frontale. La mancanza di un led RGB di notifica è sopperita dalla funzione Moto display che illumina il display mostrando in bianco e nero l’avviso.

Lungo il bordo destro, il bilanciere del volume e il tasto di accensione zigrinato. Sul retro in pozione centrale l’obiettivo della fotocamera principale con flash led. Rimossa la back cover si accede agli slot per le due SIM telefoniche in formato micro e a quello per la memoria microSD.

In continuità con i trascorsi Google, il sistema operativo è praticamente in versione stock, offrendo un’esperienza simil Nexus. Lenovo continuerà a garantire aggiornamenti tempestivi e costanti del sistema operativo attualmente nella versione è 6.0.1 Marshmallow, in attesa di Nougat 7.0 annunciato per la fine dell’anno. Poche ma interessanti le gestures, chiamate “Moto actions”, che consentono, scuotendo il dispositivo di accendere la torcia, oppure ruotandolo di attivare la fotocamera e durante una chiamata in entrata, capovolgendolo di silenziarlo.

La fotocamera posteriore è, nella versione normale, da 13 megapixel, nella Plus, da 16 megapixel. Nei risultati la differenza è minima e per niente evidente, il maggior dettaglio assicurato dai 16 mpx non migliora in modo significativo gli scatti, anche grazie alla presenza della messa a fuoco laser. In definitiva si hanno, in entrambi i casi, immagini buone con colori fedeli. I selfies vengono catturati a 5 megapixel su entrambi i modelli, con risultati senza infamia e senza lode. La qualità dei video è inferiore a quelle delle foto, il frame rate infatti non è stabile e la resa dei colori risulta falsata. L’applicazione della camera, che continua ad avere la stessa interfaccia del passato, avrebbe bisogno di una svecchiata per risultare più semplice ed intuitiva e così sfruttare meglio le varie funzioni.

Il cuore pulsante dei due Moto G4 è il processore Snapdragon 617 octa-core, con 4 core che lavorano alla frequenza di 1.5 GHz e altri 4 a 1.2 GHz, affiancato da una GPU Adreno 405 e da 2 GB di RAM. Pur non essendo il top delle CPU in circolazione, assicura una potenza di calcolo tale da offrire eccellenti prestazioni. La memoria a disposizione dell’utente è di 16 GB, espandibile fino a 128 GB mediante l’utilizzo di microSD.

La batteria non estraibile da 3000 mAh ha dato, durante la nostra prova, ottimi risultati.  Grazie anche al lavoro di ottimizzazione fatto via software e al processore parco nei consumi si arriva tranquillamente fino a sera con un utilizzo nella media. Grazie a TurboPower, in caso di necessità, con soli 15 minuti di ricarica si possono ottenere fino 6 ore di autonomia.

Sotto il profilo della connettività, le due SIM hanno entrambe il supporto alle bande LTE, il Wi-Fi è 802.11 a/b/g/n/ac, il Bluetooth è 4.1. Il GPS è lento all’avvio ma efficiente. È presente anche il chip NFC per i pagamenti contactless.

L’audio in chiamata risulta forte chiaro e senza alcun riverbero al massimo volume, stessa cosa per quanto riguarda il vivavoce che risulta squillante e senza alcuna distorsione.

I prezzi online si attestano intorno ai 220 euro per il G4 plus e ai 160 euro per il G4. Sono l’acquisto ideale per chi cerca qualità senza svenarsi, unica nota stonata la quasi inesistente differenza tra le due versioni: un sensore di impronte e 3 megapixel in più, a nostro avviso, non giustificano i 60 euro di scarto.


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