Il Governatore ritrova la parola: «Pietà per i morti che hanno chiesto le mie dimissioni»

Il Governatore ritrova la parola: «Pietà per i morti che hanno chiesto le mie dimissioni»

«Pietà per i morti che hanno chiesto le mie dimissioni»

«Diceva Virgilio, “‘Parcere sepultis”, pietà per i morti». Come di consueto si è tratto d’impaccio con una battuta, Vincenzo De Luca, a chi gli chiedeva una risposta al suo predecessore Stefano Caldoro, che all’indomani del flop-referendum aveva chiesto le sue dimissioni. (Per la cronaca, all’esternazione di De Luca Caldoro ha replicato via tweet: « Vivo e vegeto in compagnia del 70% di No. Comunque gli scongiuri sono d’obbligo!»).

Nella consueta intervista settimanale in radio al presidente della giunta regionale della Campania, non poteva non tenere banco la questione del giorno, il referendum appunto, e il terremoto politico che ne è seguito, con le dimissioni annunciate dal premier Renzi e congelate dal presidente della Repubblica Mattarella. «Non ho sentito Matteo Renzi, ci siamo scambiati qualche messaggio. Saremo domani (oggi ndr) in direzione- ha affermato De Luca – Il voto del referendum costituzionale è un voto non sovrapponibile a uno direttamente politico o amministrativo». Per De Luca la direzione nazionale del Partito Democratico in programma oggi sarà l’occasione per «imparare e capire quello che si è sbagliato e le cose che possono essere migliorate. Un voto è come una lezione all’università: bisogna imparare. Credo che l’elettorato sia intelligente sempre».

Il voto di domenica sul referendum è stato «molto libero, più di quello delle Europee. Ha consentito a tutti di esprimere anche in maniera forte elementi di dissenso rispetto alle linee programmatiche del governo, per questo dico che non è paragonabile ad altre consultazioni». Circa le dimissioni annunciate poco più di un’ora dopo la chiusura delle urne, De Luca plaude alla decisione del premier: «Ho apprezzato la posizione assunta da Renzi che ha dato prova di grande dignità e coerenza personale, pur vivendo un momento di grande amarezza, come si percepiva chiaramente dalle sue dichiarazioni». «E’ evidente – ha aggiunto De Luca – che è stato un pugno nello stomaco per il presidente del Consiglio e chi ha creduto in una battaglia, ma anche una testimonianza di rigore e coerenza». De Luca ha anche ricordato che l’esito del referendum costituzionale «è un vincolo per tutti noi» e bisogna avere «massimo rispetto per il risultato del voto, c’e’ stata una schiacciante vittoria del no e siamo tenuti a rispettare questo orientamento». Quindi dopo la vittoria del no «siamo nelle mani del Presidente della Repubblica che ha fatto bene, con senso di responsabilità a evitare una crisi di governo. Bisogna approvare la legge di stabilità, poi si aprirà la vicenda politica e si valuterà. L’Italia – ha concluso De Luca – è in una condizione difficile ora perché  non abbiamo una legge elettorale pronta ne’ una maggioranza alternativa pronta».

L’ex governatore replica secco: «Sono Vivo e vegeto in compagnia del 70% di No. Comunque gli scongiuri sono d’obbligo. #scongiuri #deluca». E’ il tweet di Stefano Caldoro dopo le parole di Vincenzo De Luca.


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