Torre Annunziata, cimitero-vergogna: chioschi rifugio dei pusher

Torre Annunziata, cimitero-vergogna: chioschi rifugio dei pusher

Torre Annunziata, il cimitero è regno dei pusher

Chioschi abbandonati al cimitero diventano ricovero per i clochard e pusher. È questo il campanello di allarme che arriva dalle associazioni che chiedono un intervento immediato. Quattro i chioschi installati diversi anni fa nell’area esterna al camposanto di via Sepolcri. Si tratta di strutture che erano state create con l’obiettivo di ospitare la vendita dei fiori ma che nel corso del tempo sono diventati ostaggio prima della criminalità e finiti ora nelle mani di pusher e barboni.

«Abbiamo segnalato più volte questa situazione di degrado sociale – spiega Rita, rappresentante di una delle associazioni di volontariato – dopo aver raccolto le lamentele dei residenti che ogni sera si lamentano perché quell’area diventa zona franca. Nessuno controlla, l’impianto di pubblica illuminazione non funziona e alcuni residenti che hanno provato ad allontanare i pusher sono stati anche aggrediti rischiando per la propria incolumità. Ci lamentiamo che in questa città regna l’omertà ma non è così, considerato che le segnalazioni alle forze dell’ordine ci sono. Ma quando le istituzioni preposte si decideranno ad intervenire? Speriamo che allora, semmai ci sarà un intervento in tal senso, non sarà troppo tardi».

Quattro sono i chioschi abbandonati, mentre soltanto due continuano ad essere attivi per la vendita dei fiori e l’emergenza scatta proprio per questo perché quattro sono abbandonati. Da alcune settimane, infatti, alcuni giovani pusher hanno trasformato l’area antistante il cimitero un market della droga: diversi gli episodi di spaccio all’esterno del camposanto. Episodi spiccioli, che sono stati registrati tutti in tarda serata ma secondo gli investigatori ad agevolare l’attività di spaccio è la mancata illuminazione che rende così più facile l’attività illecita.

Tra l’altro, il cimitero di Torre Annunziata si trova anche in un punto strategico, al confine con Boscotrecase da un lato e a poche centinaia di metri da Boscoreale dall’altro lato.Ma nel frattempo a trovare rifugio in quei chioschi sono anche gli immigrati e i senzatetto.


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