Alunna disabile di Sorrento senza docente di sostegno: scuola condannata

Alunna disabile di Sorrento senza docente di sostegno: scuola condannata

Disabile di Sorrento senza sostegno: scuola condannata

La scuola le ha assegnato appena nove ore di sostegno a settimana. Poche. Troppo poche. Perché lei, la piccola Ida (nome di fantasia per tutelare la privacy, ndr), ha bisogno di aiuto. Vuole crescere, studiare, darsi da fare. Ma senza un’insegnante al suo fianco che le possa fornire supporto per tutta la durata delle lezioni diventa tutto più difficile. Disabile, amata dai docenti e dai piccoli amici. E soprattutto adorata dalla famiglia che adesso strappa un successo importante e ottiene dalla giustizia un provvedimento chiave: la condanna della scuola ad attribuire all’alunna una docente di sostegno. Oltre al pagamento delle spese legali. A dover eseguire il provvedimento dovrà essere anche la direzione generale del ministero dell’istruzione.
E’ la storia di una piccola alunna di Sorrento che frequenta un istituto della penisola e che, salvo clamorosi ed improbabili colpi di scena, è riuscita ad ottenere il suo sacrosanto diritto allo studio. Non è un caso che nel ricorso presentato al Tar della Campania vengono richiamati espressamente i princìpi contenuti nella Carta costituzionale. Tutto parte alcuni mesi fa quando alla bambina viene riconosciuto un docente di sostegno ma “part time”. Ovvero, per appena nove ore a settimana. E tutto ciò al di là di un altro provvedimento assunto dai vertici del suo plesso: quello del Pei, il programma educativo individuale in cui sono ottenute le prescrizioni da seguire proprio per l’affiancamento degli studenti disabili. L’istituto che frequenta la piccola, però, non approva il documento.
I genitori invocano un cambio di passo, un miglioramento dell’assistenza per la loro figlioletta. Ma nonostante le rassicurazioni la fumata bianca viene sempre posticipata. Almeno fino a quando non viene deciso di appellarsi alla giustizia amministrativa. A quel punto scatta d’urgenza il ricorso per il Tar della Campania che, anche per la stretta attualità della querelle, esamina la vicenda ed emette in pochi giorni una sentenza che cambia le carte in tavola. Esaustivo un passaggio delle motivazioni: «Il quadro costituzionale e legislativo è univoco nel senso della necessità per l’amministrazione di erogare il servizio didattico predisponendo, per l’ipotesi di disabilità grave, le misure di sostegno necessarie per evitare che il soggetto disabile altrimenti fruisca solo nominalmente del percorso di istruzione, essendo impossibilitato ad accedere ai contenuti dello stesso in assenza di adeguate misure compensative».


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