Corruzione, la seconda piaga di Ercolano, il sindaco renziano in trincea: «Cambiamo registro»

Corruzione, la seconda piaga di Ercolano, il sindaco renziano in trincea: «Cambiamo registro»

Corruzione, la seconda piaga di Ercolano, il sindaco renziano in trincea: «Cambiamo registro»

Ercolano. Fino al 2010 è stata la città-simbolo della lotta alla malavita organizzata: il “modello-Ercolano” attirò esperti e studenti di mezza Europa, diventando un’icona della legalità sotto il Vesuvio e non solo. Un’immagine oggi offuscata da una serie di scandali, capaci di allungare pericolose ombre sulla città degli Scavi. Dall’inchiesta “a orologeria” costata la candidatura-bis all’ex sindaco Vincenzo Strazzullo – indagato insieme al suo vice Antonello Cozzolino e all’assessore ai lavori pubblici Salvatore Solaro per la vicenda legata a presunte tangenti sugli appalti pubblici – alla “mazzata nazionale” del servizio tv con cui gli inviati di “Striscia la Notizia” hanno portato alla luce i posti di lavoro all’ospedale del Mare di Napoli offerti dal consigliere comunale Rory Oliviero (attualmente estraneo a qualsiasi tipo di inchiesta, ndr) dietro pagamento di 10.000 euro passando per le assunzioni facili in un noto centro commerciale della zona “pilotate” dall’ex consigliere comunale Nicola Grimaldi (indagato per voto di scambio). Un vero e proprio pantano per il sindaco Ciro Buonajuto, il rottamatore del Pd già costretto a fronteggiare la crisi scatenata dal tracollo del premier Matteo Renzi e le feroci critiche social per la mancata costituzione del Comune nel processo ai killer di Salvatore Barbaro, vittima innocente della camorra. Dopo avere preso energicamente le distanze dal presunto malcostume evidenziato dal servizio tv di “Striscia la Notizia” l’avvocato con la passione per la politica coglie al volo l’occasione offerta dalla giornata nazionale contro la corruzione per ribadire i concetti-spot utilizzati in diverse occasioni durante le sue campagne elettorali: «Da un anno e mezzo – le parole di Ciro Buonajuto – stiamo utilizzando a Ercolano legalità e trasparenza come principali armi per sconfiggere la piaga della corruzione. Manomettere appalti e offrire posti di lavoro per voti non appartiene alla nostra cultura. Abbiamo la determinazione e il coraggio per non fermarci davanti al primo ostacolo, perché abbiamo un obiettivo fare funzionare le cose nel verso giusto, senza corruzione, senza opacità, senza illegalità». Un obiettivo che, a giudicare dagli eventi registrati negli ultimi due anni, sembra oggettivamente lontano.


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