Football Leaks svela i ricavi di Raiola sull’affare Pogba

Football Leaks svela i ricavi di Raiola sull’affare Pogba

Football Leaks svela i ricavi di Raiola sull'affare Pogba

“Pogba e’ diventato una slot machine che segna sempre la combinazione vincente. Vincente per Raiola, naturalmente”. Cosi’ scrive ‘L’Espresso’ nella seconda puntata di ‘Football Leaks’, l’inchiesta scaturita dall’ ‘archivio segreto’ sul calcio offerto da una fonte anonima al settimanale tedesco ‘Der Spiegel’ e poi condivisa con ‘L’Espresso’ e le altre testate della rete ‘European Investigative Collaborations’. La parte centrale delle nuove rivelazioni e’ costituita da un pezzo intitolato ‘Pogba Spa’, in cui viene ripercorsa la storia delle varie fasi della carriera del centrocampista francese, assistito dal procuratore Mino Raiola. Pogba e’ stato venduto l’estate scorsa dalla Juventus al Manchester United ,ricorda ‘L’Espresso’, per la cifra record di 105 milioni e il settimanale ricorda che qualche settimana dopo, a ottobre, l’ad Juve Marotta aveva dichiarato che Raiola era stato liquidato con una commissione di 27 milioni per quell’affare. Considerando che durante i quattro anni passati alla Juve Pogba aveva fatto guadagnare al suo agente altri 10 milioni, sempre secondo ‘L’Espresso’, ne viene fuori che in totale Raiola ha guadagnato 37 milioni. Quindi “molto di piu’ del suo assistito, che nello stesso periodo ne ha incassati 13”. L’Espresso si chiede se Raiola non sia solo il procuratore del francese ma anche comproprietario del cartellino, anche se la Fifa ha vietato dal dicembre 2014 la Tpo, ‘Third Part Ownership’. A parte vengono trattate le vicende di Kia Joorabchian, “l’agente di calciatori – scrive L’Espresso – a cui si e’ affidata la nuova Inter versione cinese”. Si tratta di un procuratore di nazionalita’ anglo-iraniana, accusato in passato di affari con oligarchi vari. In particolare vengono ricordati i suoi rapporti con Roman Abramovich e Badru Patarkatsishvili, ‘paerone’ georgiano, e un’indagine della magistratura brasiliana “che ha cercato di capire – scrive L’Espresso – se Kia fosse la loro testa di legno in Sudamerica, la persona usata per riciclare denaro sporco nel calcio”. L’indagine fini’ nel nulla, ma Joorabchian “ha segnato l’ingresso ufficiale nel mondo del pallone dei fondi d’investimento, e di meccanismi ora vietati dalla Fifa, ma che fino al 2014 hanno permesso a chiunque di diventare proprietario di calciatori”. 


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