Il super narcos Imperiale resta latitante. Ma ottiene l’ok allo sconto di pena

Il super narcos Imperiale resta latitante. Ma ottiene l’ok allo sconto di pena

Imperiale, il super narcos avrà lo "sconto"

La corsa allo sconto di pena si consuma in pochi minuti nell’aula 111 del nuovo palazzo di giustizia di Napoli al Centro direzionale. Raffaele Imperiale, lo stabiese che da titolare di un bar ad Amsterdam è diventato uno dei narcos più influenti del Continente, il suo socio in affari Mario Cerrone, e i camorristi degli Amato-Pagano che oltre dieci anni si sono riforniti dal ‘re’ della cocaina per alimentare le proprie piazze di spaccio all’ombra delle Vele di Scampia ottengono – tramite richiesta formalmente avanzata dai rispettivi avvocati – l’ammissione al rito abbreviato. Ottengono cioè un’assicurazione sullo sconto di un terzo della condanna che spetterà al gip Picciotti decidere se emettere e, in cambio del ‘premio’, danno un colpo di acceleratore ad un processo che, se avesse seguito la via ordinaria, sarebbe durato diversi mesi.

Dieci in tutto le persone che hanno optato per la scorciatoia processuale, mentre solo due imputati hanno scelto di proseguire con la ‘strada’ ordinaria. Al rito abbreviato sono stati ammessi Raffaele Imperiale (nella foto), che conserva lo status di latitante eccellente nella ricca Dubai (da anni cabina di regia del suo fiorente business di narcotraffico); Mario Cerrone, che ha beneficiato dei domiciliari dopo aver reso dichiarazioni confessorie (che hanno confermato il robusto quadro indiziario costruito all’indomani degli input di numerosi ex malavitosi (pentiti) degli Amato-Pagano) e dopo aver consentito all’Antimafia di recuperare due quadri di Van Gogh rubati ad Amsterdam nel dicembre 2002 e che Imperiale s’è ritrovato sul gruppone perché non è riuscito a rivenderli; Vincenzo Scarpa di Torre Annunziata, al quale Imperiale aveva affidato la gestione dei rapporti con alcune famiglie malavitose oplontine; il boss degli Amato-Pagano Carmine Amato (nipote del boss Cesare Pagano), che ha mantenuto i rapporti d’affari con Imperiale per il rifornimento della droga; Raffaele Imperiale (classe 1976), cugino omonimo del narcos; Mario e Vincenzo Iorio, Carlo Musto; Gaetano Schettino e Carmela Punzo. Le accuse contestate a vario titolo sono di narcotraffico e di intestazione fittizia di beni. Il rito ordinario, invece, è stato scelto dai fratelli David e Francesco Mirone. Si torna in aula il 27 dicembre per la requisitoria dei pubblici ministeri antimafia Vincenza Marra e Maurizio De Marco, ieri mattina entrambi presenti in occasione dell’apertura dell’udienza preliminare. C’è la firma dei due magistrati in calce all’inchiesta che ha avuto l’effetto devastante di ridurre a secco le piazze di spaccio degli Amato-Pagano e di provocare all’interno del sodalizio una crisi economica senza precedenti. Già, con Imperiale costretto a ‘nascondersi’ e con la sua rete di narcos demolita, gli Amato-Pagano hanno perso dal giorno alla notte il loro storico rifornitore di ‘polvere bianca’. Quello che, per giunta, li avrebbe persino aiutati – fornendo loro dei covi – nel pieno della prima guerra di camorra scoppiata all’ombra delle Vele, quella con i Di Lauro, quella che vide gli Amato-Pagano uscire vincenti.


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