Ombre sul voto a Vico Equense, il sindaco Buonocore sicuro: «Tutto regolare. Ma se vogliono mi dimetto e rivinco»

Ombre sul voto a Vico Equense, il sindaco Buonocore sicuro: «Tutto regolare. Ma se vogliono mi dimetto e rivinco»

Buonocore: «Mi dimetto e rivinco»

Andrea Buonocore ha tre certezze sulle elezioni che lo scorso giugno l’hanno proclamato sindaco di Vico Equense. La prima: «Non ci sono imbrogli. Il Tar e il Consiglio di Stato hanno confermato la regolarità del voto. Vico Equense mi ha fortemente voluto sindaco, sia chiaro a tutti». La seconda: «Ho massima fiducia nel segretario comunale Luigi Salvato e nell’ex consigliere comunale Luigi Savarese. Entrambi sono estranei alle accuse. Ma pieno rispetto per la Procura». La terza: «Faccio una provocazione. Qualcuno, a Vico Equense, non digerisce la mia vittoria. Beh, se qualche sconfitto ancora non ci sta, lo dicesse. Mi dimetto e torniamo al voto. Così rivinco di nuovo».

Il sindaco di Vico Equense non usa mezzi termini per commentare l’inchiesta chiusa dalla Procura di Torre Annunziata sul conto di Salvato e Savarese. I due, rispettivamente segretario comunale ed ex consigliere comunale di maggioranza, sono indagati per falso. Secondo le ipotesi del sostituto procuratore Emilio Prisco, nell’ambito della presentazione di candidature e liste per le Comunali 2016, il segretario rilasciò un certificato in cui veniva attestata la conformità di tutti gli atti della civica VICOinvolgiAMO. Ovvero, quelli della lista capeggiata da Buonocore. Ma – è questa l’ipotesi – nei documenti mancava la firma del candidato sindaco (poi eletto) che invece risultava ugualmente autenticata da Savarese, colui che presentò i documenti della lista. La civica di Buonocore fu così esclusa dalla commissione elettorale mandamentale di Sorrento (assieme alle altre due liste collegate, Pd e Forza Vico) e il Tar confermò quella decisione. Poi il Consiglio di Stato ribaltò tutto riammettendo la lista VICOinvolgiAMO. In quella sentenza i giudici romani motivarono l’accoglimento del ricorso legandosi espressamente al certificato di Salvato su cui adesso pende l’ipotesi di falso.

In tutto ciò, una domanda è inevitabile. Buonocore, estraneo alle indagini, ha firmato o meno l’accettazione della candidatura? La risposta è perentoria: «Ho firmato tutti i documenti che mi sono stati sottoposti dalla mia lista. Poi questi atti sono stati depositati regolarmente. Ricordo ancora che mi trovavo al secondo piano del municipio quando poggiai i fogli sul muro e firmai le carte che mi furono consegnate».

Nonostante il peso di un’inchiesta, Buonocore tira dritto: «Sono sereno, anzi, serenissimo perché abbiamo la coscienza pulita e la legalità è una nostra priorità – dichiara il primo cittadino -. Ho vinto le elezioni al ballottaggio da solo, con un’unica civica, contro un candidato sindaco (l’attuale consigliere di opposizione Maurizio Cinque, ndr) che aveva sette liste, di cui quattro ufficiali e tre ufficiose (il riferimento è alle tre liste del candidato sindaco Giuseppe Russo, che non arrivò al ballottaggio, ndr). Nessuno ha commesso reati. Ho ottenuto democraticamente i voti necessari per vincere. Il futuro? Continuo a governare con trasparenza e determinazione nonostante gli attacchi, anche personali». Poi la provocazione finale: «Se a Vico Equense qualcuno non accetta che sono io il sindaco, allora mi dimetto e torniamo a votare».


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